So che starò beneCari vertebrati, sono stato a Milano, in Germania, alle Maldive, in Alaska. Tutto in pochi giorni. Ma se qualcuno dovesse chiedermi quale sia la mia casa ebbene quella è Leonforte. Perché lì c’è la mia infanzia. Lì c’è la mia seconda placenta. Lì ho mosso i miei primi passi: incerti; sono rimasti tali. Ancora adesso; nonostante siano passati molti anni. Il riavvicinarmi al paese mi schianta: quella strada, quella serpentina che pare volerti negare l’approdo. Con una curva, prima dell’arrivo, e poi con un’altra curva: per un attimo le case appaiono, successivamente ritornano a scomparire come a volersi negare. La voglia aumenta in quel tortuoso modo che conosce solo la via per Leonforte. Si vela la mia memoria; diventa visibile per un istante; sparisce. Infine si arriva.

