Capitolo 13

1450 Words

13 Sara Non so come io faccia ad arrivare a casa, ma in qualche modo mi ritrovo nella doccia, nuda e tremante sotto il getto caldo. Ho solo un vago ricordo di aver inventato un’imbarazzante scusa per Andy e di aver preso un taxi; il resto del viaggio è un intorpidimento indotto dallo shock e dalla nebbia alcolica. Peter Sokolov mi ha parlato. Mi ha abbracciata. L’assassino di mio marito, l’uomo che mi ha torturata e che ha fatto a pezzi la mia vita, ha ballato con me. Mi si piegano le ginocchia e crollo sul pavimento, ansimando. Un’ondata di vertigini fa ruotare la cabina intorno a me, e tutte le bevande che ho consumato minacciano di tornare su. Peter Sokolov era nel locale con me. Non è stata la mia mente a giocarmi brutti scherzi; era lì in carne ed ossa. Deglutisco convulsamente

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