25 Peter "La rivedrai stasera?" chiede Anton in russo, alzando lo sguardo dal portatile, mentre entro nel salotto. Come al solito, l’ex pilota è vestito di nero dalla testa ai piedi ed è armato fino ai denti, anche se il nostro nascondiglio periferico è più sicuro che mai. Come il resto della mia squadra, è un pericoloso figlio di puttana e, anche se lo prendiamo spesso in giro per i capelli lunghi e la folta barba nera, sembra proprio quello che è: un ex assassino degli Spetsnaz. "Certo" rispondo, sempre in russo. Sedendomi al tavolino accanto al divano dov’è seduto Anton, mi tolgo la giacca di pelle e rimuovo l’arsenale di armi attaccato al gilet. Quando vado da Sara, porto solo una pistola e un paio di coltelli con me, tutti nascosti strategicamente nelle tasche interne della giacca

