Ex Moglie

444 Words
Ex Moglie(di Andrea Bindella) «Ieri ho fatto un sogno: c'erano molte persone che urlavano il mio nome. Mi chiedevano di smetterla di tormentarli, mi imploravano di lasciarli andare o di ucciderli. Io ridevo e continuavo con le torture, sia psicologiche che corporali: usavo l'elettricità per lo più» spiegò, la donna, seduta a un lato del tavolo. «Sogno interessante, lei sa di essere una psicopatica, sadica e bipolare? Lei è pazza, non crede?» chiese, l'uomo, seduto dall'altro lato del mobile; se ne stava con le braccia incrociate. «Le dispiace se fumo?» chiese, impassibile. «Faccia pure, se l'aiuta in qualche modo». Si accese una sigaretta, si alzò dalla sedia ed iniziò a passeggiare per la stanza: era bianca, con le pareti imbottite e le sbarre alle finestre. Alla porta si potevano scorgere due energumeni vestiti di bianco che osservavano la scena. «Forse ha ragione. Ammettere di essere pazza, non è il primo passo verso la guarigione?» chiese, sogghignando. L'uomo la osservò dalla testa ai piedi: era alta un metro e ottanta, gambe affusolate, le dita delle mani lunghe, seno abbondante, lunghi capelli biondi, occhi gelidi come il ghiaccio, nascosti da un paio di occhiali grandi con la montatura nera. Era di una bellezza disarmante e lui ne era profondamente affascinato. «La dottoressa è lei. Come vede la camicia di forza che mi ha fatto indossare mi tiene ben legato e seduto alla sedia» rispose, mesto. «Lo sa? Ha perfettamente ragione. Dovrei essere io a dirle come funziona la mente umana». La dottoressa gli si avvicinò e si mise seduta sul tavolo, proprio a fianco del paziente. «Le voglio spiegare la situazione, signor Bianchi: sua moglie, Giovanna, mi ha pagato bene per tenerla qui dentro e mi ha chiesto di ridurla ad un vegetale. Le assicuro che quando uscirà da qui, non riuscirà più nemmeno a portare il cucchiaio alla bocca senza che l'aiutino!». Scoppiò in una grassa risata. Le vene del collo e della fronte dell'uomo si gonfiarono per la rabbia, il volto gli diventò paonazzo e gli si deformò per l'ira. «Tu, maledetta, non oserai farmi questo!» urlò. La donna fece un cenno verso la porta, che si aprì. I due inservienti entrarono a grandi passi. L'uomo si divincolò sulla sedia, urlò e tirò calci. «Non sono pazzo, lasciatemi, lasciatemi!» ripeté a voce alta mentre i due gorilla lo portavano via con la forza. «Dategli duecentoquaranta milligrammi di Clotiapina» ordinò la dottoressa. «Ma è il doppio della dose massima» farfugliò, a bassa voce, uno degli inservienti. «Allora facciamo trecento milligrammi. Ha qualcosa da ridire?» lo fulminò, con lo sguardo. «No, no. È lei il medico» rispose, scusandosi. «Sono sicura che ci divertiremo» sussurrò, compiaciuta.
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