Capo 7 L’androne era illuminato da due torcere elettrificate. Basse sul muro e lui con il bastone poteva benissimo colpire le lampadine che non erano protette neppure da un vetro. Nelle ultime settimane si era allenato tantissimo. Aveva i muscoli delle braccia tesi, scattanti, forti. Un basso gradino correva lungo le pareti dell’androne, interrotto a metà da due arcate cieche, in cui l’ombra era ancora più fitta. Novembre alle sette e mezza era buio pesto. Sentì la porta pedonale che si apriva, la bestemmia di Luigi che, sorpreso per la mancanza di luce, sacramentava. La porticina non accompagnata rimase socchiusa, come aveva previsto. Margherita, da donna pratica, stava cercando i fiammiferi nella borsa. Li vedeva, stagliati contro la luce fioca della strada, che avanzavano prudent

