Capo 3 Per qualche giorno le cose andarono bene. Specie i murani che, con il loro mestiere di guerrieri e di pastori si procuravano lesioni di ogni tipo, reagivano bene al lavoro delle infermiere e guarivano solo che li pulissero e li disinfettassero. Invece, quando i giovani «Dactari», che qualcuno più entusiasta chiamava «Daktari ja mungu», chiamando in causa un dio molto simile a quello dei padri, facevano diagnosi di malattie infettive e somministravano le terapie antibiotiche, tutto sembrava incepparsi. «Non è possibile che i bambini guariscano così lentamente: la febbre e i sintomi durano troppo…» pensava Alberto. Quel lunedì successe quello che non sarebbe mai dovuto succedere. Il figlio del capo si svegliò con la febbre altissima e una lesione bollosa, rotonda e piena di siero

