Tutta diversa era la sorella di Gavrila Ardalionovic. Anch’essa aveva forti desideri, ma più tenaci che impetuosi. Quando un’impresa arrivava al punto decisivo, era molto giudiziosa, ma il giudizio non l’abbandonava nemmeno prima di quel punto. Apparteneva ella pure, è vero, al novero delle persone “ordinarie” che sognano di essere originali, ma però era giunta ben presto ad aver coscienza che di originalità non ne possedeva nemmeno un briciolo e non se n’era afflitta troppo: chi sa, forse per un certo suo speciale orgoglio. Aveva mosso il primo passo pratico con una straordinaria risolutezza, sposando il signor Pticyn; ma, sposandosi, non disse affatto a se stessa: “Se bisogna strisciare, strisciamo, pur di raggiungere lo scopo”, come non avrebbe mancato di esprimersi in tal caso Gavrila

