I.Il Conte di Frontenac sedeva allo scrittoio nella sua lunga stanza, facendo scorrere la penna d’oca sui fogli di carta. Stava terminando una relazione che doveva, spedire a Pontchartrain, il ministro, e che doveva partire col Soleil d’Afrique, fra tre giorni. Auclair stava accanto al caminetto, dove i ceppi di betulla covavano sotto la cenere. Si era alla fine di ottobre. Egli osservava fra sé che il suo signore, spesso così sconvolto per inezie, poteva sopportare con serenità un disinganno schiacciante. Per tutta l’estate il Conte aveva atteso l’esonero dal suo ufficio, aveva fiduciosamente aspettato una lettera che lo richiamasse in Francia a coprire qualche carica degna dei suoi meriti passati. Quando il re lo aveva mandato oltremare nove anni prima, era stato per salvare il Canada,

