Prologo

606 Words
Prologo Oggi Ho i brividi, e non del tipo piacevole nei punti giusti. Quelli che sento in questo momento sono da peli-dritti-sul-collo, quella sensazione da qualcuno-sta-camminando-sulla-tua-tomba quando sai che qualcosa di brutto sta per succedere. Incapace di continuare a ignorarli, alzo lo sguardo dalla mia scheda d’inventario e mi ritrovo faccia a faccia con il mio incubo peggiore. Lana maledetta Mason, la mia migliore amica d’infanzia diventata poi nemesi e acerrima nemica alle superiori e… Un uomo è accanto a lei, con gli occhi spalancati quanto i miei e, se non sbaglio, sembra un po’ incazzato. Con me. E così, questo momento è appena andato di male in peggio. Fermi tutti! Sono io quella che dovrebbe essere irritata con lui. Non sono io a essere sparita tre mesi fa e adesso è qui, accanto a lei. Di tutti i pesci nel mare, doveva pescare proprio il più fetido e meschino. «Kenzie» dice lei, con voce smielata, come se non fosse pronta a strozzarsi sul primo cazzo che si avvicina alle sue labbra perfettamente truccate. «È tanto che non ci vediamo.» Per sempre non sarebbe comunque stato abbastanza, Lana. «Eravamo in città per delle commissioni e abbiamo pensato di passare. Volevo farti sapere cosa sto combinando.» Senza preamboli, tende la mano come se fosse la Regina di Saba e io uno dei suoi umili servitori. Ma è l’ultima cosa che mi interessa, considerato che vengo accecata da un’enorme pietra al suo anulare. Ma che cazzo? Non riesco a nascondere la mia sorpresa o il fatto che i miei occhi scattino verso Millen, la cui mascella continua a contrarsi e i cui occhi, che io ricordo farsi di lava per la lussuria, adesso lampeggiano di una qualche illeggibile emozione. Perché è arrabbiato con me quando doveva sapere che sarei stata qui? Lana si volta e gli sorride facendogli gli occhi dolci, quasi da vomito, allunga un braccio verso Millen prima di tornare a concentrarsi su di me, per darmi il colpo di grazia. Poi le pronuncia. Le parole che non voglio sentire, figuriamoci credere. «Ho notizie fantastiche. Primo, mio padre ha appena comprato questo posto. E secondo, ti presento Millen, il mio fiancé…» Già. Morta. Finita. Della serie attenta-che-la-porta-non-ti-sbatta-sul-culo-quando-esci. Poi Drew entra dalla porta principale. Drew che riscalda il mio letto la maggior parte delle notti. Finalmente un volto amico. Comunque, mi basta uno sguardo all’espressione di Lana per rendermi conto che questo momento è appena passato da pessimo a totalmente imbarazzante. È come se l’universo mi stesse facendo uno scherzo di cattivo gusto. Il sorriso già incredibilmente grande di Drew si fa ancora più ampio quando vede le due persone che ho di fronte. «Mills!» dice lui, tirando Millen in un abbraccio da uomini di quelli che non avevo mai visto da parte sua. Si volta verso la stronza e circonda anche lei con le braccia. «Lans.» Lans? «Cosa ci fate qui, ragazzi?» domanda Drew. «Li conosci?» sbotto, mentre il mio cervello non è in grado di mettere velocemente un filtro alla bocca. Gli occhi di Millen scattano prima verso Drew e poi verso di me. «Tu conosci Drew?» chiede lui proprio mentre Lana sporge un fianco e chiede a Drew: «Tu conosci Kenzie?» «Millen è il mio migliore amico dai tempi dell’università» mi informa Drew con allegria, e il suo sorriso sfuma proprio mentre tutto il sangue abbandona il mio viso. Impaccio, ti presento Mortificazione. Ci sono anche Vergogna, Imbarazzo, Rabbia, Disgusto e lì nell’angolo abbiamo Completa e Totale Confusione e la sua amica Mi Trasferisco negli Stati Uniti per Unirmi a una Comunità di Sole Donne con Gatti e Batterie Illimitate. Senz’altro da aggiungere, almeno nulla che non richiederebbe una bottiglia di Jack e parecchio tempo, decido di seguire la corrente e affidarmi al mio fidato auto-pilota perché, sul serio, cos’altro mi è rimasto da fare? «Alloooora, chi vuole bere qualcosa?»
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