Era un uomo muscoloso, più che grasso, vestito tipo i buttafuori all’ingresso, con la t-shirt attillata sotto la giacca grigia e i jeans aderenti di circostanza. Ingranditi dalle sopracciglia depilate all’estremo, anche gli occhi parevano sorridergli al pari delle labbra sporgenti. “Da questa parte. Permetti?” Gli tenne aperta la porta d’ingresso del bagno, tra la doppia fila di altri ragazzi che erano rimasti fuori ad aspettare la fine del colloquio. Qualcuno guardò Matteo invidioso, mentre il Greco lo scortava alla sala Vip, in fondo a un corridoio tappezzato di velluto rosso, con le torce elettriche ai lati delle porte chiuse. Maurizio Lanza era stravaccato su un divano in plastica color viola acceso che copriva i tre quarti delle pareti. Al centro erano disseminati cubi minuscoli ch

