LA VERITÀ STA NEL SANGUE “Dovresti tornare a scuola. Dico sul serio, qui si parla sempre di te e non vedono l’ora di rivederti. Ah, e vuoi sapere una cosa? Il murale non l’hanno ancora cancellato! Può sembrarti impossibile, lo so, ma De Masi deve aver convinto il preside ad aspettare qualche altro giorno. Lo sai perché la scritta c’è ancora, no? Lo sai che significa?” Matteo ascoltava Laura che gridava eccitata dall’altra parte del cellulare; nel frattempo, continuava a guardarsi allo specchio la minuscola cicatrice al naso. Era ancora rossa e faceva male, ma il peggio era passato. Era destino che quel piercing dovesse causargli solo fastidi. Al contrario, il suo volto senza trucco, con gli occhiali e i capelli che erano tornati a trasformarsi in un cespuglio ingovernabile, lo mettevano

