XIV Ci sono sogni talmente angosciosi da sembrare reali. Bonanno si ritrovò a lottare con mostri lanosi che subissavano di bava ogni pertugio della sua casa. Scacciava i mostri dalla finestra, ma quelli rientravano dal tetto, si calavano dal camino, si infilavano da sotto la porta. Una montagna di pelo lo sommergeva. Invocava a gran voce l’aiuto di Vanessa e di Donna Alfonsina, ma sua figlia e sua madre chissà dove s’erano rintanate. E lui era rimasto da solo, ingabbiato in un pozzo nero, inondato da tonnellate di pelo e bava. Stava affogando. In sottofondo un rumore ritmico cresceva di tono. Qualcuno si avvicinava. Lo chiamava. “Savè, Savè, Savè.” Tum, tum, tum. L’incubo continuava, più inquietante che mai. “Savè, Savè, Savè.” Tum, tum, tum. Si svegliò di soprassalto. Non era il so

