XIII Vuota. La cassetta di sicurezza era completamente vuota. Bonanno scosse la testa. “Minchia, questa non me l’aspettavo.” “Neppure io, maresciallo” ribatté Steppani addentando il primo di quattro arancini gonfi di ragù e pecorino filante. Dal terrazzo del barosticceria si dominava la Valle dei templi di Agrigento, diventata patrimonio Unesco per tutelarla dalla cementificazione selvaggia, ché i siciliani sono maestri nel tirare su blocchi di orride case in posti dove, da altre parti del pianeta, il turismo arricchirebbe intere generazioni. I maestosi ruderi dorici rosseggiavano nel tramonto e si specchiavano nel salmastro del mare: le colonne d’Ercole a mano dritta, il tempio di Giunone dall’altro capo del promontorio e, in mezzo, il magnifico tempio della Concordia, che doveva la

