XVI Teresa ha scritto un’altra poesia: “Al mio sogno.” La legge e la rilegge, mordicchia la penna, corregge un vocabolo. Ai bordi traccia cuori e fiori, si sofferma sulle foglie, le disegna ricche di venature. Materializza il volto del prof Dino Serralunga, a lui dedica i suoi sogni di fanciulla. È notte. La luna gioca con le stelle, argentea e irraggiungibile nell’oscurità. È una notte da sogno. L’aria fresca del mattino penetra dalla finestra socchiusa, Teresa rabbrividisce. Le piace quel pizzicore sulla pelle. Indossa la solita camicia da notte trasparente, chiude gli occhi e sogna. Il suo Dino rimbecca la prof Gambuzza, la scaccia. È incavolato. Teresa non sa perché e non le importa, vuole solo consolarlo. Stringerlo e carezzargli i capelli, giocando ad arruffarglieli con le sue p

