«Grazie per la cena» disse invece. «La chiamerò quando avrò finito.» «Sarò già andata via, signora» disse la signora Rivard. «Lavoro solo per qualche ora al giorno. Quando ha finito, può pensarci da sola.» Con questo, si slacciò il grembiule e uscì dalla stanza. Tilly si sedette a tavola. La zuppa era acquosa e il pollo non aveva un bell’aspetto. Mangiò, da sola, come aveva fatto spesso a casa del nonno. Ma stavolta si trovava in una casa grande e buia, su un’isola che non conosceva, con un personale ostile e un marito con grossi problemi economici. Non era quello che aveva immaginato, ma poi decise di non pensare più a quello che aveva vagheggiato perché il paragone con la realtà l’avrebbe fatta solo soffrire. Stava morendo di fame, così mangiò tutto. Sentì la signora Rivard andare via

