25. L’attesa Quella notte, il mio sonno fu tormentato dagli incubi. La prima cosa che sognai fu di subire nuovamente un attacco da parte del Nemico. Questa volta ne caddi vittima, e fui costretta a osservare, impotente, Silvestro che si scagliava contro di me, proprio come era accaduto con il suo caro fratello. Poi la scena cambiò: adesso era Claudio che veniva rapito dalle tenebre, ed ero io quella che aveva il compito di eliminarlo. La mia coscienza era sdoppiata: una parte di me, quella dentro il sogno, agiva quasi in automatico, l’altra invece protestava con ogni mezzo cercando di fermarla. La scena scomparve nuovamente, proprio nel momento in cui stavo per colpire. A un certo punto sentii una voce cupa che mi sussurrava all’orecchio, mentre io mi guardavo intorno, cercando di capir

