26. L’albero e la pietra La radura, solitamente deserta e ammantata dal silenzio, fu scossa dalla confusione e dal fragore della battaglia. Il Nemico non era direttamente visibile, ma io sapevo che era lì, ne percepivo l’oscura presenza. I suoi seguaci sembravano essersi rafforzati rispetto all’ultima volta, così capii che lui si era diviso, pezzo per pezzo, infiltrandosi nel loro corpo e nella loro mente, alimentandone l’odio, il furore, il desiderio di vendetta. Sarebbe comparso solo se e quando si fosse rivelato necessario. Ripensai al nostro incontro faccia a faccia. Si era servito della verità, e l’aveva strumentalizzata per potermi raggirare. La sola idea di un mondo preda dell’Oscurità mi metteva l’angoscia. Quello che mi aveva mostrato non era un futuro pacifico, libero dall’odio

