XVIBasilò si svegliò un poco più tardi del solito. Prese lo specchio dalla cassapanca e contemplò desolata il volto gonfio. Dall’anticamera qualcuno la chiamava con insistenza. Basilò coprì con un po’ di belletto gli occhi devastati dal pianto, rimediandoli come poteva e si vestì. Nella mensa c’era ancora qualcuno, non molti, fortunatamente, ma a sufficienza perché a Basilò sembrasse che l’attenzione generale fosse concentrata sul suo aspetto sciupato per tutta la durata della colazione. Decisa a mantenere la propria dignità, si avviò senza salutare nessuno, sedette al fianco di un’altra ancella, che si alzava sempre in ritardo, e cominciarono a parlare fitto fitto. Quando entrò anche Tigrane, tutti senza eccezione, lo squadrarono con ostilità curiosa. Ma il giovane non vi fece minimame

