XV«Sei capriccioso! Capriccioso e curioso!», disse Silia a Caio Sulpicio battendogli su un polso con civetteria il ventaglio d’avorio, quanto mai inutile in dicembre. E dopo che aveva ordinato al suo furibondo amministratore di partecipare a un processo e pagare una cifra astronomica in sesterzi verissimi per uno schiavo falso, anche a lui cominciava a venire il dubbio che l’amica non avesse torto. Giù nell’arena, Nerone piombava sulla sabbia, sbalzato a terra da uno stallone di pessimo carattere. Tigellino schizzò dal suo seggio correndo in aiuto del Principe che si guardava intorno sbattendo gli occhi stordito e muovendo uno a uno gli arti per controllare se ci fosse qualcosa di rotto. Il prefetto del Pretorio frattanto prendeva a palpare anch’egli e a togliere la polvere di dosso all’

