Il peso delle promesse Punto di vista: Nadia La stazione di Vetluga era un cadavere di legno e ferro arrugginito. L'avevo trovata in fondo a una strada forestale che la neve aveva quasi cancellato. Le persiane blu, esattamente come aveva detto lui: una costruzione bassa con una banchina deserta e una vecchia locomotiva ferma sotto una tettoia, scheletro nero nel grigio del primo mattino. Mi ero infilata dentro da una finestra rotta. Odore di muffa e polvere fredda mi aveva preso alla gola. La sala d'attesa era piena di detriti, vecchi orari sbiaditi, una stufa spenta da decenni. Il bancone di legno era ancora lì, massiccio, bucato dal tempo. Mi ci sono nascosta, rannicchiata nel buio, ginocchia contro il petto, a tremare di paura e di attesa. Ogni scricchiolio della baracca mi gelava i

