Una volta nella mia stanza scoppiai a piangere tra le braccia di mia madre. Non c'era bisogno che parlassi, sembrava capisse benissimo come mi sentissi. Non fece domande, mi carezzò solo i capelli biondi come quando ero piccola e Andrew Davis si arrabbiava o con me o con lei. Sapeva sempre come consolarmi. Non mi chiese niente finché non mi calmai. Andai a sciacquarmi il viso e al ritorno fissandomi attese. "Vuoi parlane?" "Non c'è niente da dire... sono qui con voi." "Lo sappiamo, ti aspettavamo." Disse. "Sapevate tutto." A quanto pareva London aveva organizzato tutto alle mie spalle. "Era preoccupato per te. Ha sentito di non poterti aiutare, il passo che ha fatto contattando noi è stato importante. Non ha voluto lasciarti da sola." Mi spiegò mamma. "Intanto mi ha spedita

