Passò davanti alla stanza di suo marito e vi entrò; giusto, in quel momento, il cameriere di Dias finiva di metterla in ordine: appena vide la padrona, salutò ed uscì. Ella restò sola, in quella vasta camera, tutta brunastra, tutta austera, tutta tetra, in quella luce bigia dello sciroccale giorno d'inverno: e, per un minuto secondo, ebbe sulla faccia un'espressione di terrore infantile: ma fu una contrazione fugacissima. Fatta di nuovo sicura, tranquilla, ella andò alla scrivania di suo marito e come se volesse scrivere qualche cosa, si sedette nel gran seggiolone. Ma dopo aver pensato un poco, non scrisse nulla: tirò un cassetto che era sempre aperto, ne prese qualche cosa che nascose in tasca subito. Dopo, si levò, la bella manina guantata di capretto nero raggiunse l'altra manina, nel

