La sua voce è bassa, intensa, vibrante. Ogni parola è una carezza. Ogni frase è una dichiarazione. — Perché sei l'unica, Emily, che ne vale davvero la pena. Resto muta. La gola è annodata. Gli occhi pizzicano – non piangerò, non piango mai, ma ci manca poco. Lui sorride. Quel sorriso che appartiene solo a lui. Appena accennato, ma che dice più di tutte le parole. Poi si volta per davvero. — Aspetta, dico ancora. — Sì? — Sei davvero Lucas? Il Lucas dell'orfanotrofio? Il ragazzo silenzioso sulla panchina? Si immobilizza. La schiena è voltata. Vedo le sue spalle irrigidirsi sotto il tessuto dell'abito. Le mani si stringono lungo il corpo. Per molto tempo, non risponde. Poi gira la testa, quanto basta perché io veda il suo profilo. La linea della mascella. La curva della guancia. L'oc

