~ Violet ~
--TRE SETTIMANE DOPO--
“Sai come lo chiamavano ai vecchi tempi?” Lucas fece una pausa prima di sussurrare all’orecchio di Violet: “È un matrimonio riparatore.”
“Zitto!” Violet si guardò intorno e coprì la bocca di Lucas in modo che nessuno potesse sentirlo. “Non osare spargere voci! Ivy non è incinta!”
Dopo aver chiesto a Ivy di sposarlo solo qualche settimana prima, Dylan disse a tutti che avrebbero celebrato il matrimonio tra tre settimane. Barbara ne era felicissima della notizia e così anche Violet. Le due donne sono erano e hanno fatto tutto il possibile per regalare a Ivy il matrimonio dei suoi sogni. Anche se la cosa suscitò un certo scalpore tra gli abitanti della città, fu un periodo meraviglioso per la famiglia Carvey.
“Sì, ma un matrimonio in tre settimane?” La risatina di Lucas fu smorzata dalla mano di Violet.
“Non so, credo che siano così...innamorati?” Violet scrollò le spalle mentre fissava la coppia felice.
Stasera c’era il ricevimento del matrimonio di Dylan e Ivy. L’evento si sarebbe tenuto nel ranch del padre di Ivy. Era un posto bellissimo, circondato da dolci colline. Le luci delle fiabe erano appese e la band suonava. Il padre di Ivy aveva invitato quasi tutti gli abitanti della città, quindi anche Lucas e suo padre erano presenti.
“Intendi dire in preda alla lussuria?” Earl, il padre di Lucas, si intromise improvvisamente nella conversazione. “Penso che tuo fratello stia mettendo fretta perché Ivy è una brava ragazza cristiana che non vuole uscire prima del matrimonio.”
“Beh, ok, forse anche per questo,” Violet sgranò gli occhi e rise. “Ma lui la ama davvero. Non l’ho mai visto così felice.”
Violet sapeva perché le persone sarebbero state scettiche, ma era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che alla loro famiglia era successa una cosa così bella, quindi era troppo felice per preoccuparsene. Stasera, ad esempio, si è vestita di tutto punto, indossando il suo vestito estivo avorio preferito e i tacchi abbinati. Sì, per la prima volta dopo tanto tempo, indossava di nuovo i tacchi.
“Buon per loro, credo.” Disse Earl scrollando le spalle e mandando giù il suo vino.
“Sì, buon per loro.” Concordò Lucas.
“Oh, Luke, non essere così salato. Avrai presto il tuo matrimonio riparatore.” Disse Earl ridacchiando e dando una pacca sulla spalla del figlio.
“Stai zitto.” Piagnucolò Lucas e allontanò la mano.
Violet non poté fare a meno di sorridere guardando i due uomini che discutevano. Earl e Lucas erano più simili a migliori amici che a padre e figlio. Sua madre è morta quando lui era giovane, quindi erano tutto ciò che avevano gli altri. Earl diceva sempre che sua moglie era l’unica persona adulta in casa, quindi quando lei morì e lui dovette crescere Lucas da solo, sembrava più che altro che due ragazzi stessero crescendo da soli.
“Arriverà il tuo momento, tieni duro.” Disse Earl spingendo scherzosamente il gomito di Lucas.
“Ehi, non sapevo che anche tu volessi sposarti giovane?” Violet chiese a Luke.
“Forse,” disse lui scrollando le mani in tasca. “Se incontrerò la ragazza giusta.”
“O forse l’hai già incontrata.” Commentò Earl e Lucas lo fulminò con lo sguardo.
“Vattene!” Lucas era imbarazzato e glielo si leggeva in faccia. Diede a Earl uno spintone deciso e il vecchio se ne andò, ridendo allegramente.
“Tanto per dire, il tuo vecchio sta solo cercando di aiutarti!”
“Come vuoi,” disse Lucas alzando gli occhi al cielo. “Ignoralo. È un tipo strano.”
Violet non capiva perché Lucas fosse così imbarazzato dai commenti di Earl. Semmai era confusa. Non aveva mai visto Lucas come un tipo romantico.
“Non riesco proprio a immaginarti mentre ti sposi giovane,” disse. “Non avevi detto che volevi correre nella Nascar, viaggiare per il mondo e tutto il resto?”
“Sì, è così,” concordò lui. “Ma ultimamente sto pensando che forse anche sistemarsi non è una cattiva idea.”
“Sistemarmi?” Chiese lei con un sussulto. I suoi occhi erano spalancati come piattini. “Woah! Lucas Sterling Hayes, hai trovato una ragazza, vero?”
“C—cosa?” Lucas balbettò.
“Chi è? Perché non mi parli di lei?” Chiese lei.
“Io...non lo so...”
“È qui?”
“Beh, sì, più o meno.”
“Dove? Devi presentarmela!”
Violet guardò da un lato all’altro, studiando tutte le persone che erano lì. C’era un gruppo di ragazze della loro confraternita universitaria. Potrebbe essere una di loro. Oppure c’erano queste ragazze che frequentavano spesso il bar. Potrebbe essere anche una di loro.
“Beh, il fatto è che...lei non sa che mi piace.” Disse Lucas abbassando lo sguardo. Era molto nervoso o molto a disagio.
“Oh?”
“Sì...” Lentamente, alzò lo sguardo per vedere gli occhi di Violet ed era come se stesse cercando di leggere la sua espressione. “È da un po’ che mi struggo per questa ragazza. Ma lei non mi vede come qualcosa di più di un amico.”
Violet iniziò a chiedersi quali fossero le ragazze amiche di Lucas. Lucas era un ragazzo popolare. Era divertente e affascinante e aveva molti amici. Molti di loro erano ragazze. Sarebbe stato impossibile capire di chi stesse parlando.
“Beh, le hai mai detto cosa provi?” Chiese lei.
“No,” rispose lui. “Sono troppo...spaventato.”
“Cosa?” Chiese lei sbalordita.
“Cosa?” Chiese lui.
“Corri in macchina e cavalchi i tori, ma hai paura di dire a una ragazza che ti piace?”
La domanda di Violet fece ridere Lucas tra sé e sé. Si rendeva conto di quanto sembrasse sciocco, ma era la verità.
“È diverso, però.” Disse.
“Diverso in che senso?”
“Non devo parlare con le macchine, devo solo guidarle,” disse con uno sguardo annoiato. “Ma con lei...ogni volta che sono vicino a lei, non riesco a parlare bene, capisci?”
Lucas la fissava con uno sguardo che lei non riusciva a decifrare. Violet concluse che in realtà era un ragazzo timido. Sotto il suo aspetto sicuro e scherzoso, era un tesoro che aveva paura di parlare con una ragazza che gli piaceva.
“Ehi, se non le dici mai cosa provi, come fa a saperlo?” Gli disse.
“Stai...dicendo che dovrei dirglielo?” Disse lui con la testa inclinata di lato.
“Beh, è ovvio!” Disse lei rassicurante. “Voglio dire, cosa hai da perdere?”
“La nostra amicizia?”
“Beh, se per lei conta così tanto come per te, allora non la perderesti.”
Violet aveva fatto un’argomentazione convincente. Le labbra di Lucas si incurvarono in un sorriso, ma si schiarì rapidamente la gola per nasconderlo.
“Beh, va bene, in questo caso devo parlarti di una cosa...”
“Ok?” Rispose lei, aspettando che lui continuasse.
“Beh...” Lucas era in difficoltà con le parole. Le sue mani andarono a rastrellare i suoi capelli biondi disordinati e si posarono sulla nuca. “Ti va...di ballare?”
“Eh?”
“...Con me?”
“Proprio adesso?”
“Sì,” disse. “Ti parlerò di quella cosa più tardi.”
“Ehm, ok, certo.” Disse lei scrollando le spalle.
Violet non capiva perché Lucas si comportasse in modo strano, ma prese comunque la sua mano e lui la condusse sulla pista da ballo. La band stava suonando una canzone lenta, la loro interpretazione di ’Can’t Take My Eyes Off Of You’ di Frankie Valli.
“You're just too good to be true...Can't take my eyes off of you...You'd be like Heaven to touch...I wanna hold you so much...”
Violet muoveva il suo corpo a ritmo di musica e Lucas la seguiva. Le mani di lei erano intorno al suo collo e le mani di lui erano appoggiate sulla sua schiena. Lei si muoveva con una tale facilità e grazia, ma Lucas faceva fatica. Di solito non era così rigido, ma era un po’ più nervoso del solito. Violet si guardò intorno e notò che molte persone li stavano osservando.
Forse perché la ragazza che gli piace lo sta guardando?
“Ehi,” disse Lucas all’improvviso, attirando l’attenzione di Violet. “Sei davvero bella oggi.”
“Grazie. Anche tu non sei male, signor Hayes,” rispose Violet con il suo esagerato accento del Sud. Questo non mancava mai di farlo ridere. “Dovresti indossare un abito più spesso.”
“Sì?” Chiese lui.
“Sì.” Annuì lei, sistemandogli un po’ il papillon.
Gli occhi di Lucas andarono alle mani di lei sul papillon e lui deglutì a fatica. Dopo aver finito di sistemare il papillon, le mani di lei tornarono sulle sue spalle e gli sorrise. Lucas fu colto da uno stordimento.
“Pardon the way that I stare...There's nothin' else to compare...The sight of you leaves me weak...There are no words left to speak...”
“Allora...ascolta...” Iniziò a parlare. “La cosa di cui voglio parlarti è...”
Violet faceva del suo meglio per ascoltare, ma all’improvviso qualcosa catturò la sua attenzione. C’era un uomo che fumava una sigaretta e si trovava in fondo all’area, lontano da tutti gli invitati al matrimonio. Era solo, indossava un elegante abito a tre pezzi e la stava guardando. I suoi capelli scuri erano ordinatamente raccolti all’indietro e c’erano dei tatuaggi che spuntavano dal collo.
Aspetta. Non può essere...!
“Ehi, Violet?” La voce di Lucas attirò di nuovo la sua attenzione.
“Eh?” Lei lo guardò confusa.
“Cosa c’è che non va?”
“No, credo di aver visto qualcuno...”
“Chi?”
Violet guardò di nuovo nella stessa direzione, ma l’uomo era sparito. Scrutò l’area vicina e vide un’ombra che si muoveva. Qualcuno stava camminando verso il fienile.
“Dammi un secondo, torno subito.” Disse allontanandosi da Lucas.
“Ma io...” Lui cercò di aggrapparsi a lei, ma lei era già sparita.
“Non pensarci.” Gli disse lei, lasciandolo a bocca asciutta.
A passi veloci, Violet si avvicinò al fienile vuoto e abbandonato. Non sapeva chi stava aspettando, ma doveva vedere con i suoi occhi per esserne sicura. Quell’uomo non aveva certo l’aspetto dei tipici ospiti di questa città. Nessuno qui avrebbe posseduto un abito così bello. E c’era qualcosa nel modo in cui quell’uomo la stava fissando. Non riusciva a vedere il suo volto, ma lo sguardo che le rivolgeva le faceva venire i brividi.
“Pronto?” Disse entrando nel fienile. Non ricevette risposta. Il posto era buio e vuoto.
“C’è qualcuno qui dentro?” Provò di nuovo, ma ancora niente.
Probabilmente è solo nella mia testa.
Tirando un sospiro, Violet si girò per andarsene. Ma prima di raggiungere la porta, sentì uno scricchiolio e si girò istintivamente con la testa.
“Chi c’è?” Chiese.
All’improvviso, una figura apparve dalle ombre scure. Emise un getto di fumo bianco dalla bocca e Violet non riuscì a vedere il suo volto, ma lo sentì parlare.
“Allora...” Si è lasciato andare. La sua voce era bassa e roca. Era una voce familiare. L’aveva sentita spesso nei suoi sogni.
Non è possibile, non può essere...
L’uomo fece un passo avanti verso la luce e, mentre il fumo si disperdeva nell’aria, Violet poté vedere il suo volto chiaro come il giorno. Inspirò bruscamente, mentre i suoi occhi si aprivano di scatto e la sua mascella cadeva a terra.
“Cosa ci fa una ragazza come te in un posto come questo?”
Stava sorridendo. Era un sorriso che lei conosceva bene. La mano di Violet andò a coprirsi la bocca e le ginocchia iniziarono a tremare. Il cuore le batteva forte e il respiro le si era bloccato in gola. Non riusciva a credere a quello che stava vedendo.
Era lui. Il demone in persona in carne e ossa.
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--Continua--