– Luciano, telefona e scrivi a tua figlia, non l’abbandonare una volta ancora. – mia moglie, sempre ben radicata alla realtà. La festa è finita, gli amici se ne sono andati ed io me ne sto seduto in veranda, con un bicchiere in mano, ad osservare Sara che cavalca nel parco. – Continuo a guardare e a riguardare i filmini che giravi con la telecamera quando ero piccola; tu giocavi sempre con me. Papà sei un grande. – Sara, guardandomi ammaliata. – Mi piaceva molto giocare con te, però ti devo contraddire, non sono affatto un grande, bensì uno stupido che ha sbagliato tutto nella vita, tanto da perdersi i giochi con sua figlia, tanto da perdersi sei anni di giochi. – io, commuovendomi, senza darlo a vedere. – Adesso sei tornato e Lucky Luciano farà di nuovo parlare di sé. – Sara, come un

