17.Saluto Ahmed e lo ringrazio, promettendogli di portare una sera Margie a mangiare la pizza nel suo locale. Da come risponde non credo gliene possa fregare meno, ma va bene così. Torno in strada che è già buio. L’aria è cambiata, divenendo fredda e tesa; la tramontana ha spazzato via la maccaja e si incanala tra i palazzi del centro storico, urla violenta quasi spostandomi. Torno alla Vespa, con le nocche di nuovo congelate e mi dirigo all’appuntamento con la Santi. Rimugino su quanto mi ha raccontato Ahmed. Non sono sicuro che sia stato un omicidio. E se Roveri avesse chiesto a quella persona di aiutarlo a farla finita? O se l’avesse chiesto a sua figlia e lei si fosse rifiutata? Ma la vera domanda: chi era quell’uomo? Arrivo in piazza Dante e lascio la Vespa sotto Porta Soprana. Inizi

