9

453 Words
9Dorota si concedeva ogni mattina una ventina di vasche prima che i clienti invadessero lo spazio della piscina. Di recente aveva notato più volte quell’uomo anziano alto e dinoccolato, i lunghi capelli bianchi, che attendeva paziente davanti al cancelletto esterno ancora serrato. Era infine rimasta colpita dalla sua aria di calma attesa appoggiato alla bicicletta, mentre scorreva le pagine di un giornale rosa. Si era informata presso il custode. Così aveva appreso che quel distinto signore era un assiduo frequentatore del loro impianto, era uno spettacolo vederlo nuotare, aveva stabilito un clima di cordialità con tutti i clienti, qualche signora sola attaccava volentieri discorso con lui e lui era sempre cortese con tutti. In un paio di occasioni, durante la breve pausa di metà mattina, Dorota era uscita dall’ufficio e si era diretta verso l’ampia vetrata che dava sulla piscina e aveva osservato l’uomo. Non era un gesto abituale per lei spiare i frequentatori dell’hotel, ma nella sua testa era scattato qualcosa, un’intuizione che doveva trovare una spiegazione, una percezione che per il momento attendeva lo schiocco delle dita. Proprio a colpi d’intuito e inseguendo sensazioni a pelle aveva rivitalizzato la stanca conduzione dell’hotel. La prima volta l’uomo era sdraiato al sole su un asciugamano steso sull’erba, la lunga figura di anziano stagionato in forma splendida. Si sorprese della sua agilità per come si tirò su a sedere all'avvicinarsi di quella scocciatrice della professoressa universitaria di Innsbruck, la Brigitte, già con il bicchiere di bianco in mano alle dieci di mattina. Li aveva osservati mentre parlavano e aveva apprezzato la disponibilità con cui Iano seguiva il discorso della donna nel suo italiano storpiato. Lei era inginocchiata sull’asciugamano, protendeva il busto verso di lui e parlava a una spanna dal suo viso. A tratti l’uomo si spostava di lato probabilmente per non ricevere in faccia l’impatto dell’alito alla fragranza di mosto. La seconda volta Dorota, sempre dal suo osservatorio privilegiato, cercò in giro l’uomo per un certo tempo e non riuscì a individuarlo sui lati erbosi della piscina, già quasi totalmente occupati dai clienti stravaccati al sole. Allora diresse l’indagine in acqua e lo scovò sulla scia spumeggiante di una nuotata strepitosa. L’uomo protendeva le lunghe braccia con ritmo regolare, la testa sotto che a tempo, appena girata di lato, consentiva alle labbra sporgenti di succhiare aria. Le gambe battevano l’acqua come un motore generando una densa schiuma, un fuoribordo nelle onde brevi della piscina. Spese del tempo estasiata a contemplarlo mentre accumulava vasche su vasche, regolare come un maratoneta, sveglio a schivare qualche sconsiderato che boccheggiava sulla sua traiettoria. Notò anche che per curiosità o solo per commentare un gruppo di clienti seguiva la performance. L’idea la folgorò all'improvviso e comprese perché la sua percezione si fosse appuntata su lui. Si ritirò in ufficio e dette incarico al suo amministratore di scovare informazioni sull’uomo.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD