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468 Words
10Agosto non è sicuramente il mese migliore per godersi una decina di giorni alle terme eppure l’hotel era discretamente frequentato. Dorota era soddisfatta, da qualche anno aveva stabilmente assunto la direzione dell’hotel e la gestione si era lasciata alle spalle i momenti bui. Era trascorso da qualche giorno ferragosto e quella mattinata non si presentava afosa come i primi giorni del mese, quando la calda acqua termale non aveva rappresentato l’ideale per la sua lunga nuotata. La donna entrò nello spazio della piscina e rispose al saluto del custode che sistemava le attrezzature e aveva appena finito di mettere in ordine i prati che circondavano la piscina. Lanciò uno sguardo verso l’ingresso esterno dell’impianto e notò che l’uomo, per il quale quella mattina era scesa prima del tempo, non era al solito posto in attesa. – Va a vedere che proprio oggi non viene! Si diresse verso la doccia esterna. Prima di lasciare scorrere l’acqua si rivolse al custode. – Se dovesse farsi vedere quel signore anziano che frequenta come esterno, avvertimi. L’acqua fredda le scaricò brividi e ancora gocciolante si tuffò nell’acqua della piscina abbandonandosi al contrasto. Dopo qualche vasca le ritornarono in mente le informazioni che l’amministratore aveva fornito il giorno prima. L’uomo si chiamava Giuliano Icardi, conosciuto come Iano, età incerta tra i sessanta e i settanta, ma si poteva appurare. Abitava a una quindicina di chilometri da Abano, un casale di proprietà, diversi ettari di terreno intorno. Viveva solo, dopo un matrimonio finito presto, si diceva per colpa del suo continuo vagabondare per il mondo a gareggiare nella specialità del triathlon, che nessuno sapeva cosa fosse. Non aveva conseguito la laurea in ingegneria per pochi esami e si era adattato a diversi lavori, in prevalenza a quello del contadino nella terra di proprietà. Per una bizzarra aspirazione aveva conseguito il brevetto di guida turistica e di tanto in tanto, anche al presente, veniva chiamato da un’agenzia di Venezia per condurre i turisti in visita alla città. Non possedeva un’auto propria e utilizzava le linee di autobus che collegavano il territorio, Abano e Padova. Normalmente però si spostava in bicicletta. Dorota valutò ancora una volta se fosse appropriato il passo che si accingeva a compiere. L’età dell’uomo poteva rappresentare un problema tra qualche anno, ma in data odierna mostrava credenziali senz'altro ottime e soprattutto rare, difficili da pescare in un giovane. E poi la sua esperienza, il comportamento garbato, era sicura che non si sbagliava. Notò che il custode si avvicinava rapido a bordo vasca e le faceva cenno con la testa. Terminò la vasca e si volse infine verso l’ingresso esterno: l’uomo era appoggiato alla sua bicicletta e come sempre teneva aperto il giornale rosa che in quel momento sembrava catturare tutta la sua attenzione. Uscì dalla piscina e si levò l’odore di zolfo con una doccia fredda. Si avvolse stretta nell’accappatoio, si accomodò ad un tavolo al sole, disse al custode di fare entrare l’uomo.
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