11 Davide Pagliarini faticava a togliersi dalla testa quell'incidente. Se lo sognava la notte, come un incubo ricorrente, e certamente non avrebbe voluto che accadesse. Stupido, si ripeteva, sono uno stupido, ho ucciso un ragazzino! Era in attesa di giudizio, sperando, tramite un buon avvocato, di riuscire almeno a ridurre la pena. Intanto viveva nel rimorso. A metà mattinata di quel giorno suonò il campanello di casa. “Chi è?”, chiese al citofono. “Una raccomandata. Dovrebbe firmare.” Il postino. Pagliarini scese all'entrata del palazzo, firmò, prese la busta e risalì nel suo appartamento. Il mittente era il Tribunale di Bologna. Oggetto: avviso di comparizione. Aprì la busta e scoprì che avrebbe dovuto presentarsi dopo due settimane esatte alle dieci e che, se non avesse tro

