Capitolo 13Caterina era rimasta a osservare il cugino che si allontanava, incapace di muoversi. Lo sguardo sdegnato di Loffredo era la certezza di ciò che stava provando, e del fatto che quella calma ostentata altro non era se non il preludio a una feroce sfuriata. «Se non vi dispiace, vorrei ritirarmi nella mia stanza …» Aveva provato a essere più naturale possibile ma le parole le erano uscite traballanti. Loffredo aveva da sempre avuto la capacità di farla sentire in colpa per tutto, anche quando di colpe non ne aveva. «Immagino che vi sentiate stanca!» L’uomo sibilava le parole a denti stretti. «Ho un forte mal di testa e vorrei stendermi, se non vi dispiace …» «Mia moglie e i suoi provvidenziali mal di testa …» Le si era avvicinato e da vicino le sembrava ancora più alto e impon

