Capitolo 5L’odore di urina impregnava l’androne di un fatiscente edificio. Loffredo rimase qualche attimo a riflettere se fosse opportuno entrare. Si guardò intorno. Un cane, eccessivamente smagrito, gli si avvicinò fiutando l’aria. Lo fissò un poco e proseguì per la sua disperata ricerca di cibo. La guerra, unita alla catacombale influenza, avevano tragicamente messo in ginocchio la città. Alzò gli occhi verso la finestra che qualcuno aveva aperto. Tirò un lungo respiro e, guidato dall’abitudine, spinse un battente dell’enorme portone di legno marrone le cui estremità inferiori erano state intaccate dallo scorrere inesorabile del tempo. Salì lentamente pochi gradini che conducevano all’abitazione del primo piano. Bussò tre volte, separando i colpi con brevi intervalli. La porta si aprì ri

