Poi entrai nel tempio, e li vidi. La grande sala centrale era illuminata solo da candele che guizzavano in uno schizzo di inquietudine. Nella penombra i fedeli non sembravano diversi da qualsiasi altro supplicante ai piedi di Kali. Ma, quando i miei occhi si abituarono alla luce delle candele, i dettagli si rivelarono. Le mani avvizzite, i volti sfatti. Dalle cavità squarciate del loro corpo si potevano vedere gli organi fibrosi pendere dalla gabbia delle costole. Erano le offerte che avevano portato. Di giorno Kali sogghignava sull’infinita serie di fiori e dolci amorevolmente disposti sotto il suo piedistallo, che adesso sembrava più confacente ai gusti della dea. Vidi teste umane in equilibrio su grezzi ceppi con gli occhi mutati in mezzelune bianco e argento. Vidi brandelli di carne

