INTRODUZIONE
Nel 2012 usciva " Le Memorie di Helewen ", primo volume della trilogia fantasy "Pirin" di Sebastiano B. Brocchi. Un punto di partenza che fu anche un punto d'arrivo, poiché segnò l'esordio pubblico di un universo narrativo la cui gestazione durava già da una quindicina d'anni almeno. I successivi romanzi " Hairam Regina " e " Le Gesta di Nhalbar " confermarono quanto estesa e ramificata si dimostrasse la lore (ovvero il background, l'ambientazione narrativa) di questa saga, le cui civiltà prosperano in un continente che sembra vivere di vita propria parallelamente all'evolversi delle vicende dei protagonisti, per quanto appare coerente, vasta e dettagliata la sua descrizione. La terra di Gaimat - il luogo immaginario in cui si svolgono le storie della saga - ci viene raccontata dagli aspetti prettamente geografici e naturali a quelli antropici. Delle sue popolazioni conosciamo storia, religione, araldica, lingua, usi e costumi, in un affresco variegato che comprende alcune razze immancabili nella letteratura epic fantasy (Elfi, Giganti, Nani...) come anche civiltà del tutto inedite e sorprendenti.
Tutto ciò, per quanto possa costituire un punto di forza per i romanzi, è nulla in paragone a quella che si propone di essere la loro vera chiave di volta, ovvero il messaggio che essi cercano di veicolare. La saga dei "Pirin" non nasce, infatti, come semplice fonte d'intrattenimento letterario, al contrario è caratterizzata da una profondità di contenuti che la avvicina in qualche modo a un'opera filosofica, quasi mistica a tratti, testimonianza del legame dell'autore con questi temi. Ogni strada percorsa nelle terre di Gaimat si può considerare un piccolo o grande sentiero d'iniziazione, d'introspezione psicologica e spirituale, sia per i molteplici spunti di riflessione offerti dai dialoghi, sia per la valenza spesso simbolica, archetipale, degli stessi elementi narrativi (luoghi, personaggi, oggetti, creature...).
Tale "formula magica" che ha contribuito a rendere speciali i romanzi della trilogia, si è rivelata altrettanto fortunata nel dare vita all'espansione multimediale del suo universo narrativo, divenendo addirittura un "caso da manuale" citato nel saggio accademico " Storytelling crossmediale" di D. Cajelli e F. Toniolo. Nel 2018 ha visto la luce il videogame " Eselmir e i cinque doni magici" (Stelex Software), scritto e illustrato dallo stesso Brocchi garantendo così la perfetta continuità stilistica e narrativa con i romanzi, che mette in scena un primo significativo spin-off della saga attraverso la vicenda del sacerdote Eselmir, personaggio inedito sviluppato apposta per il punta&clicca di Stelex Software.
Sempre nel 2018 nasce il personaggio di Tasar, per una seconda serie di spin-off destinati almeno inizialmente all'app per cellulari Playtrip, come storie geolocalizzate. Storie dominate dall'ambiguità di fondo del protagonista, una doppiezza che determina del resto un originale approccio narrativo che potremmo definire in qualche modo "interattivo": è infatti il lettore a scegliere il destino di Tasar, potendo muovere i propri passi su due diversi sentieri, uno luminoso e uno oscuro.
Presto è parso chiaro, tuttavia, che i contenuti delle vicende di Tasar, le loro trame avvincenti e la loro intensa poetica, meritassero più ampio respiro, ed è proprio in quest'ottica che nasce la presente versione letteraria: il romanzo dell'avventura di Tasar. Non resta che augurarvi buon viaggio!