La Bimbona, la rude ragazzona, venne ad annunciare che la cena era pronta, e tutti passarono nella sala accanto. I comici fecero onore il meglio che poterono ai piatti di mastro Chirriguirri, e, senza trovarci le rarità promesse, saziaron la fame, e piú ancora la sete, con lunghi abbracci all’otre quasi sgonfio come una cornamusa svuotata di vento. S’alzavano da tavola, quando un latrare di cani ed uno scalpitar di cavalli risonò presso la locanda. Tre colpi battuti alla porta con brusca impazienza rivelarono un viaggiatore che non era avvezzo aspettare. La Bimbona si precipitò all’uscio, tirò il saliscendi, e un cavaliere, picchiandole quasi il battente sulla faccia, entrò in mezzo a un nuvolo di cani che per poco non rovesciarono la fantesca, e si sparsero nella sala saltando, sgambett

