IV. BRIGANTI SPAVENTAPASSERI Torniamo ora alla ragazzina che lasciammo sul banco addormentata di un sonno cosí profondo da essere simulato. Il suo atteggiamento ci sembra senz’altro sospetto, e la feroce cupidigia con cui i suoi occhi selvaggi fissavano la collana di perle d’Isabella ci obbliga a sorvegliare i suoi passi. Infatti, appena la porta si chiuse alle spalle dei comici, ella sollevò lentamente le lunghe palpebre brune, girò l’occhio indagatore per ogni angolo della stanza, e quando fu ben certa che non c’era piú nessuno si lasciò sdrucciolare dalla panca sui piedi, si rizzò, gettò indietro i capelli con una mossa familiare, e si avviò alla porta, che aperse senza far piú rumore di un’ombra. Poi la chiuse con grande precauzione, guardando che il saliscendi non cadesse d’un colpo

