Bianca - «Maria»«Capito, Maria? Mi ha detto che non è il ragazzo per me. Ma ti rendi conto? Dopo 120 minuti di conversazione già sapeva che non siamo adatti l’uno per l’altra!»
Maria, dall’altra parte di Skype, è rimasta in silenzio a fumare e a sfogliare l’annuario dei segni zodiacali. Maria… amica d’infanzia di mia mamma, laureata in lettere, esperta di astrologia e profonda conoscitrice del libro dei Ching… Maria che vive controcorrente nel suo podere in mezzo ai vigneti. La distanza fisica che ci separa non ci permette di vederci frequentemente e, per lunghi periodi dell’anno, Skype è il nostro canale di comunicazione principale.
«Ma l’ora di nascita non la conosci, vero?»
«No, solo la data…»
«Ad ogni modo è un Gemelli.»
«Che culo…»
«Eh, insomma… Non è un segno facile da gestire: è volubile, contraddittorio; cambia idea frequentemente. Ama la sua libertà, che difende a spada tratta e detesta ogni tipo di costrizioni. Gli piace viaggiare, comunicare, tessere contatti e relazioni. Ha una psiche giovane, fresca e frizzante. In genere ha anche un’intelligenza vivace e brillante. Luigi è intelligente, secondo te?»
«Dopo la cazzata che mi ha detto presumo di no.»
«Ma la vuoi smettere di fissarti su questa storia?» mi ha detto Maria, riprendendomi con la sua consueta flemma e soffiando dalla bocca il fumo della sigaretta. In alcuni modi, in alcune pose, mi riporta alla mente certe foto in bianco e nero di Marlene Dietrich…
«Abbi pazienza, Maria, ma tu come interpreteresti una frase del genere? Secondo me il significato era questo: non sono il ragazzo per te; ergo sono il ragazzo per qualcun’altra.»
«Se è questo che pensi, perché non gli hai fatto una sonora spernacchiata e non lo hai lasciato solo in mezzo alla strada?»
«Perché eravamo andati al pub con la sua auto… e poi perché lui mi piace…»
«La questione trasporti era facilmente risolvibile andando a piedi o prendendo un taxi. Per il resto… io mi chiederei perché ti interessa un uomo che ti ha detto a chiare lettere di non volere una relazione con te.»
Ho sbuffato.
«Non sbuffare!»
«E mentre mi pongo questi quesiti, che dovrei fare, secondo te?» le ho chiesto sospirando.
«Nulla. Aspetti che si faccia vivo.»
«Perché, secondo te, si farà vivo?»
«Sì, certo!»
«Ah… ok…»
«Magari si nasconde qualcosa di più profondo dietro la muraglia cinese che ha eretto con questa frase infelice. Forse è una maschera difensiva. Dovresti provare a indagare e cercare di capire perché ti ha detto una cosa del genere.»
«Non dirmi che devo fargli da psicologa, ti prego!»
«Un po’ sì… Devi metterlo a suo agio e lasciare che cominci a parlare e ad aprirsi con te. Puoi afferrare molto di lui da quello che ti racconta e da quello che cerca di non raccontarti senza riuscirci.»
«Che palle… Si preannuncia l’ennesima storia in salita…. Oppure non si preannuncia alcuna storia…»
«Probabile.»
«Grazie per l’incoraggiamento.»
«Prego.»