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1181 Words

24 Elle «Va meglio?», mi chiede Vince mentre mi sistema il cuscino termico sulle spalle. Una volta terminata la telefonata con suo padre ha passato venti minuti buoni a farmi tornare la sensibilità nelle braccia e a scusarsi sommessamente. Il calore e il suo tocco sono paradisiaci. Spalle e braccia sono ancora doloranti, ma gli faccio un sorriso e annuisco. Mi appoggio allo schienale della sedia del salotto e mi porto la tazza di caffè alle labbra. Stamattina non ha detto molto, e nemmeno io. Le cose sono cambiate. Drasticamente. Ricordo cos’ha detto nel sonno e, mentre una parte di me è terrorizzata dal fatto che lui voglia davvero mettermi incinta, l’altra è preoccupata che abbia cambiato idea. O che fosse solo un sogno. Che non voglia legarsi a me e sia più facile uccidermi. Per ques

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