«Credo che tu piaccia a Damiano»
Mi va di traverso il succo alla pesca e inizio a tossire convulsamente cercando di far entrare dell'ossigeno nel mio corpo nonostante i canali otturati.
Quando mi riprendo dal mio attacco alle vie respiratorie guardo Clarissa negli occhi con fare sconvolto, spalancando la bocca e cercando con tutte le mie forze di capire cosa diavolo stia succedendo.
Lei in tutta risposta alza un sopracciglio con fare inquisitorio, posando la sua tazzina di caffè sul tavolo scuotendo la testa e sbuffando.
«Nel senso che gli stai simpatica, ovviamente»
Sto per sprofondare dall'imbarazzo e faccio un sorso dal mio succo fresco, sperando che dia sollievo alle guance che mi stanno andando a fuoco.
«Certo, certo, era ovvio! Perché dici questo, comunque?»
Cambio argomento immediatamente, sperando con tutta me stessa che la bionda non stia pensando niente di male.
Lei non sembra per nulla turbata, mentre non ha perso il suo sorriso perfetto dal volto delicato, e mi guarda con fare complice.
«Perché mi ha proposto un'uscita a quattro con te ed un suo amico! Insomma, se vuole accoppiarti ad uno dei suoi amici significa che gli piaci!»
Lo stupore di prima questa volta raddoppia, mi sento sbiancare e corrugo le sopracciglia così tanto che temo davvero di ferirmi la fronte.
«Puoi ripetere per favore?»
Domando, e il mio tono di voce risulta essere molto più furioso di quanto credessi.
«Un'uscita a quattro, stasera, potrebbe esserci un bono per te»
Ripete lei, facendomi l'occhiolino, e io non ci vedo più dalla rabbia.
Non solo qualcuno mi ha organizzato un appuntamento, cosa che già odio da morire, ma in più a farlo è stato Damiano. Insomma, Damiano.
Sono incazzata?Sì, ma sono molto più ferita.
«Devo andare in bagno»
Sussurro, non degnando la bionda di una risposta, per poi alzarmi in piedi e trascinarmi verso il bagno sbattendo quasi i piedi per la furia che mi sta montando dentro.
Estraggo il mio cellulare dalla tasca, con le mani che tremano dal nervoso mentre compongo sulla tastiera il numero di Damiano che ormai ho memorizzato involontariamente.
Porto il cellulare all'orecchio sbattendo con forza a terra il piede, chiudendomi in bagno e sperando solo che Clarissa rimanga in cucina.
«Pronto?»
Cazzo. Non avevo calcolato che mi si sarebbe bloccato il cuore nel sentire la sua voce.
Faccio un respiro profondo, socchiudendo gli occhi per cercare di recuperare il briciolo di dignità che mi rimane e dimostrargli come si deve il nervosismo che ho dentro.
«Ti sei completamente rincoglionito Damiano?!»
Domando, facendo trasparire tutta la mia frustrazione.
Il ragazzo dall'altro capo del telefono aspetta qualche secondo prima di rispondere, probabilmente non si aspettava questa conversazione.
«Che stai a dì Elisa so le otto del mattino»
«Sono le dieci, stronzo, e adesso dimmi perché mi hai organizzato un appuntamento»
Lo aggredisco, stringendo le labbra in una linea sottile per il nervosismo e fremendo per avere una risposta ai miei dubbi.
«Che c'è di male scusa?»
É vero, Elisa, cosa c'è di male?
Perché non gli dici il motivo per cui te la sei presa così?
Immediatamente mi sento una completa idiota. Appoggio la fronte ad una mano e respiro profondamente mentre il moro attende pazientemente per avere una risposta.
«Sai cosa? Niente, non avrei dovuto chiamare»
Concludo, pronta a chiudere la telefonata, ma vengo nuovamente interrotta dalla sua voce.
«Senti Elì volevo vedette, e sapevo che n'avresti mai accettato dopo l'altro giorno»
Questo ragazzo è fuori di testa.
Ha delle idee contorte, e a volte dimostra quello che sente in modo un po' poco convenzionale.
Eppure improvvisamente mi sento sollevata. Come una stupida, al pensiero che il suo intento non sia davvero quello di piazzarmi con un amico.
«Sai, effettivamente ho voglia di conoscere un ragazzo!»
Cambio rotta, scegliendo immotivatamente di testare un po' la reazione del ragazzo.
«Sì, beh, ti porterò apposta un coglione infatti»
«Damiano! Tu hai trovato la tua dolce metà, è il momento che io cerchi la mia!»
Il mio tono di finto rimprovero immagino risulti piuttosto snervante, e riconosco che sia una cosa patetica scherzare così con il fidanzato della mia amica.
«Devo morì prima»
Dice quelle parole ridendo, eppure un po' mi fanno sentire scossa. Arrossisco e ringrazio il cielo che non mi possa vedere, maledicendo il mio cuore per star tremando all'ascolto della sua voce.
«Allora ci vediamo dopo»
«A dopo nanetta»
«Damiano»
Lo interrompo dal riattaccare la telefonata e mi mordo la lingua non appena pronuncio il suo nome.
«Mh?»
«Credo che avrei comunque accettato di vederti, sai?»
«Buon a sapersi, ma non avrei mai ricevuto una tua chiamata alle dieci del mattino»
Sorrido senza riuscire a trattenermi, e non è che questa cosa non mi faccia sentire da schifo, ma è come se non dipendesse da me.
«Ciao Damiano»
«Ciao Elì»
Riattacco, sentendo l'eco della sua voce rauca nelle orecchie per la manciata di secondi successiva alla chiusura della chiamata.
Mi odio per quello che sto facendo e mi odio ancora di più perché non riesco a mantenere neanche una volta quello che scelgo di fare.
L'ho chiamato con l'intento di discuterci e ho finito facendogli capire solo di più quanto mi scombussoli.
Dopo qualche minuto mi ricompongo e torno in salotto, dove Clarissa ha già finito la colazione e sta facendo zapping e controllando il cellulare contemporaneamente.
«Che fai?»
Domando, accomodandomi sul divano accanto a lei che mi rivolge un'occhiata di sfuggita per poi buttare il telefono sul tavolo con fare innvervosito.
«Damiano non mi risponde»
«E quindi? Starà dormendo»
Rispondo, fingendomi disinteressata e rivolgendo il mio sguardo alla tv per non far notare il mio disagio.
«No. Ho provato a chiamarlo e mi dà occupato»
Faccio spallucce, e sorbisco la ragazza al mio fianco sbuffare per tutta la mezz'ora successiva. Probabilmente Damiano è tornato a dormire, e Clarissa non sembra averla presa molto bene.
Ascolterò con pazienza i suoi lamenti, d'altronde è il minimo che posso fare essendo il motivo del suo nervosismo.