Capitolo XVIII Il primo scoppio riempì la caverna di fumo, schegge di pietra e polvere. Santino si svegliò urlando: “Papà…Papà…” Tonio lo abbracciò e gli affondò la testa nell’incavo della spalla. “Stai qui nicarieddu, stai vicino a me, non ti muovere, non guardare fuori. Appena finisce tutto scendiamo e ti riporto da papà e mamma” gli diceva, mentre gli accarezzava i capelli. Seguirono altre esplosioni precedute da un sibilo, come se il proiettile arrivasse dall’alto. “Mortai! Tutti al riparo” gridava Soriani ancora in camicia, brandendo la pistola di ordinanza. I soldati stavano correndo curvi alle loro posizioni, mentre i due addetti alla mitragliatrice armeggiavano, imprecando sull’arma che sembrava non funzionare. “Sono laggiù, tenente, madre santa, quanti sono!” “Fuoco, fuo

