«Certamente», disse la signora Satterthwaite, «rabbrividisco quando ci penso. Non crediate che io sia complice. Ma non ho potuto impedirlo. Sylvia è mia figlia, e cane non mangia cane». «A volte dovrebbe», disse Padre Consett, indignato. «Non direte davvero», disse la signora Satterthwaite, «che io, una madre, per quanto indifferente, vedendo mia figlia nei guai, come dicono le cameriere, con un uomo sposato – che io sarei dovuta intervenire e mettere fine a un matrimonio che è stato un dono di Dio…». «Non pronunciate», disse il prete, «il nome di Dio in una storia di donnacce di Piccadilly…», si fermò. «Il Cielo mi aiuti», disse di nuovo, «non chiedetemi cosa dovreste o non dovreste fare. Sapete che volevo bene a vostro marito come a un fratello, e sapete che ho voluto bene a voi e a S

