Aveva quarantott’ore e tre quarti! Che fossero di vacanza! Una vacanza da se stesso prima di tutto: una vacanza dalle sue consuetudini: dalle convenzioni con se stesso. Dall’osservazione chiara: dal pensiero corretto: dal buttare all’aria tutti i birilli delle precisioni altrui: dalla soppressione delle emozioni… Da tutte quelle stanchezze che lo rendevano intollerabile a se stesso… Sentì gli arti allentarsi, come se si fossero rilassati troppo. Bene, ne aveva già avute sei ore e mezza. Avevano cominciato alle 10, e come qualsiasi altro uomo, gli era piaciuto il viaggio, anche se era stato difficile tenere in equilibrio quel calesse infernale, la ragazza si era dovuta sedere dietro e tenere un braccio attorno all’altra ragazza, che urlava a ogni quercia… Ma lui – se doveva mettersi in di

