«Sei mio.» pt 1

4812 Words
Jimin's POV *flashback* Cinque mesi prima Raggiunsi Baekhyun nel nostro bar preferito in centro a Seoul. Appena trasferito era stato proprio lui a portarmici. Era stato amichevole fin da subito, aveva due anni in più di me e di Jongin e si era preso cura di noi i primi mesi, era lui che cucinava e andava a fare la spesa, ci aveva insegnato come muoverci in università, come funzionavano le lezioni, gli esami, dove comprare i libri per spendere meno soldi possibili. Ci aveva fatto entrare nel suo giro di amicizie e sempre lui ci aveva fatto fare un tour per visitare almeno i dintorni della capitale e le principali attrazioni per fare in modo che ci ambientassimo. Il nostro appartamento aveva solo due camere e all'inizio aveva acconsentito a lasciare la camera matrimoniale a Jongin per condividere con me l'altra ed io, essendo figlio unico, avevo trovato qualche difficoltà ad adattarmi, a dividere i miei spazi con lui, metterci d'accordo su chi andava a fare la doccia per primo, chi studiava sulla scrivania in camera e chi sul tavolo della cucina però poi avevamo trovato un nostro equilibrio e io gli ero stato grato per tutte le sere in cui mi mancava la mia casa, la mia, famiglia, il mio ragazzo perché lui mi aveva confortato e ascoltato. Avevamo passato notti intere a chiacchierare e avevo cominciato facilmente a fidarmi di lui anche perché non mi aveva mai dato motivo di dubitare della sua onestà. Ecco perché dopo il primo anno, mi ero sentito triste e abbandonato quando ci aveva avvisato che si sarebbe laureato a dicembre e che entro la fine di gennaio avrebbe portato via tutte le sue cose per tornare a casa. Io e Jongin non avevano cercato un terzo coinquilino perché la sua famiglia si era proposta di far fonte alle spese in più che avremmo dovuto affrontare dal momento che non ci sarebbe più stato Baekhyun a pagare la sua parte. Però continuammo a sentirci, un paio di volte lui era tornato a Seoul per venire a trovarci. E poi era arrivato il suo compleanno ed eravamo andati a ballare per festeggiare e quella sera io avevo mandato tutto a puttane, rovinando la mia relazione con Yoongi. Era stato proprio Baekhyun a riaccompagnarci a casa quella sera ma io non ne avevo il minimo ricordo. Sapevo solo di essermi risvegliato nudo e disteso in mezzo a lui e a Jongin, mi ero vestito ed ero scappato fuori, tirandomi da solo le ovvie conclusioni del caso. Mi ero sentito talmente in imbarazzo che avevo cominciato a rispondergli a monosillabi quando mi scriveva finchè non avevo ceduto e mi ero fatto raccontare da Jongin cosa fosse successo, cosa avessimo fatto e dovetti fare i conti con la mia più grande paura: avevo tradito Yoongi, l'avevo voluto io, avevo chiesto io ad un altro di spogliarmi e toccarmi. Per un po' provai rabbia nei confronti di Baekhyun perché non ci aveva fermati però poi avevo cominciato a pensare che forse l'avevo chiesto anche a lui o che si era addormentato appena appoggiato sul materasso. Non l'avevo più visto da quella sera e quando mi scrisse che sarebbe stato a Seoul e se volevo incontrarlo, decisi di andarci. Avrei preso coraggio e avrei chiesto anche a lui la sua versione dei fatti, avendo il dubbio che la scopata tra me e Jongin avesse potuto essere un threesome di cui io non avevo il minimo ricordo. Quando mi vide si alzò in piedi e sventolò una mano in aria in segno di saluto, io sorrisi e mi avvicinai, ci abbracciammo e poi io mi sedetti di fronte a lui, ordinammo da bere e cominciammo a chiacchierare del più e del meno. "Jiminie, è bellissimo vederti!" "Anche io sono felice di vederti, hyung!" "Università? A che punto sei?" Chiese curioso. "Miro a laurearmi per marzo." "Ottimo direi! Scommetto invece che Jongin è indietro." Sorrise ed io annuii. "Lui come minimo ne ha ancora per un annetto." "Non cambierà mai." Alzai le spalle. "Non tutti sono portati per lo studio." "Ma con lui come va? Ha imparato per lo meno a tenere in ordine camera sua?" "Diciamo che è migliorato ma non ancora perfetto." "E si è trovato un ragazzo?" A quella domanda congelai sul posto perché realizzai che Baekhyun non sapeva cosa fosse successo dopo la sua festa di compleanno. "Io. S-sono io il ragazzo di Jongin." Sgranò gli occhi e quasi gli andò di storto il caffè che stava bevendo. "Come scusa?" "Si...io e Jongin stiamo insieme ora." "Ma Yoongi?" Lo guarda titubante. "Yoongi? Oh mi ha lasciato..." "Ma come ti ha lasciato?? Jimin, cos'è successo?" Era incredulo e io pensavo che avrebbe potuto collegare le cose da solo ma forse mi stava proprio costringendo a ripeterlo ad alta voce. "Beh...ha scoperto che l'ho tradito e- beh...il resto puoi immaginarlo." La bocca gli si spalancò e mi guardò incredulo. "Tu? Hai tradito?? Yoongi?? TU? Ma con chi? Perché?" "Hyung-" Incurvai le sopracciglia perché a quel punto stava diventando ridicolo. "-la sera della tua festa di compleanno. Siamo andati a ballare. E poi io e Jongin l'abbiamo fatto dopo che siamo tornati a casa. C'eri anche tu la mattina dopo ed eravamo...nudi." "Jimin, mi stai prendendo per il culo?" "No hyung, a me pare che tu mi stia prendendo per i-" "Tu non hai tradito Yoongi, non quella sera. Tu e Jongin non avete fatto assolutamente nulla." Allargò le braccia come se avesse detto la più banale delle affermazioni e io sentii svenire. Non sapevo cosa provare, il mio cuore si era fermato all'improvviso e avevo perso le parole. Ero confuso e terrorizzato. Rimanemmo in silenzio per alcuni secondi e poi la sua espressione si addolcì mentre i miei occhi cominciarono ad arrossarsi. "Ommioddio Jimin. Cazzo, è questo quello che ricordi? Di aver scopato con Jongin?" Annuii lentamente completamente nel panico. "Non è andata così. Non l'avete fatto. Okay, calma-" Si avvicinò con la sedia e prese le mie mani tra le sue, erano congelate e stavo tremando. "Jimin, Jongin ti ha mentito, è evidente quindi adesso io ti racconterò per filo e per segno come sono andate le cose. Ti ricordi che io mi ero proposto di non bere per poter guidare pur essendo il mio compleanno perché mi bastava passare la serata con voi?" Annuii. "Okay quindi io sono rimasto lucido per tutto il tempo. E se Jongin ti ha fatto credere questo per tutto il tempo, è un infimo verme e in questo momento gli spaccherei la faccia se ce lo avessi davanti." "H-hyung-" "Si, si, hai ragione. Allora-" Eravamo dentro al locale quando avevo cominciato a perdere la memoria o comunque quando i miei ricordi avevano cominciato a farsi sfocati. Ricordo la sensazione di fastidio alla testa, mi girava tutto, le luci a intermittenza e la musica ad alto volume mi rendevano stordito e poi ricordavo le mani di qualcuno che mi toccavano in posti in cui non avrebbero dovuto toccarmi e io non volevo, mi dimenavo ma quelle mani mi avevano tenuto stretto e il successivo ricordo era l'essermi risvegliato in un letto nudo in mezzo ad altri due ragazzi. Baekhyun mi raccontò che stava ballando con una ragazza quando ha notato l'insistenza di Jongin su di me ed era venuto in mio soccorso, liberandomi dalle sue grinfie. Si era accorto di come io fossi completamente ubriaco da non reggermi quasi in piedi e aveva preso la decisione di tornare a casa. Aveva guidato dal locale fino al nostro appartamento condiviso, mi aveva caricato sulle spalle per portarmi su per le scale e poi aveva unito i due letti della nostra camera per adagiarmi sul materasso e posizionarsi in parte di me, in caso fossi stato male e avessi avuto bisogno di lui. Io mi ero dimenato, chiamando il nome di Yoongi mentre mi avvinghiavo a lui, chiedendogli di spogliarmi di fare l'amore ma lui era riuscito a tenermi a debita distanza e aveva cercato di bloccarmi mentre mi toglievo i vestiti da solo. Alla fine si era arreso all'idea che da ubriaco forse era meglio se mi avesse lasciato fare e quando ero crollato addormentato e nudo sul bordo del letto, lui mi aveva spostato più al centro per evitare che cadessi e mi aveva coperto. Si era disteso al mio fianco, al di sopra delle coperte per non venire a contatto con il mio corpo nudo e aveva cercato di rimanere sveglio tutta la notte, in caso io fossi stato male seriamente o mi fossi svegliato. Mi confidò di aver chiuso gli occhi solo per un secondo e di essersi addormentato per poi risvegliarsi al rumore della porta di casa che sbatteva, ossia quando io ero scappato via. Mi disse anche che prima di addormentarsi aveva mandato un messaggio alla madre per avvisarla che sarebbe tornato a Bucheon quel giorno stesso e mi mostrò l'orario di invio, 7:37 del mattino. Ed io ricordavo perfettamente di aver guardato l'ora dal telefono mentre uscivo di casa ed erano state le 8:04, 27 minuti in cui Jongin non aveva avuto il tempo di fare nient'altro se non entrare in camera, spogliarsi e distendersi in parte a me. Probabilmente aveva aspettato che Baekhyun si fosse addormentato per mettere in atto il suo piano e farmi credere di aver tradito Yoongi. "Non hai tradito nessuno, Jimin. Yoongi deve saperlo, lascia Jongin. Quello che avevate tu e Yoongi era bellissimo, non avevo mai visto un rapporto così puro e profondo, ti brillavano gli occhi quando veniva a trovarti e facevate le scenate alla Romeo e Giulietta, tu dal balcone e lui sotto. Lo ami ancora? Cioè provi ancora quei sentimenti per lui o ti sei seriamente innamorato di Jongin?" "I-io...no, io- Non ho mai smesso di amarlo. Mi sono solo adeguato, diciamo, agli eventi..." "Devi dirglielo. L'hai più visto?" "No, non torno a Busan da 7 mesi." "Jimin, cazzo, devi tornare a casa! Ma neanche per le vacanze estive sei tornato? Non sei andato al mare? L'università d'estate chiude per 5 settimane!" "No, i-io...dopo che mi ha lasciato non ho più avuto la forza di tornare. Ci stavo troppo male, Baek. E ora ci sto ancora peggio, ho la nausea. Come farò a guardarlo in faccia la settimana prossima?" "Settimana prossima?" "E' il compleanno di Jungkook. Il suo ragazzo ha organizzato una festa e...torno a casa per la festa ma ci sarà anche Yoongi. E io ho già chiesto a Jongin di venire con me." Si passò una mano tra i capelli e sospirò, appoggiandosi allo schienale della sedia. Io dal canto mio avevo il cervello che correva a 350km/h, la mia mente era colma di pensieri a cui non sapevo dare ordine. Ero quasi stato stuprato nel mezzo di un locale e mi ero messo insieme al mio quasi violentatore, essendo all'oscuro di tutto, non avevo tradito l'unico ragazzo che avevo sempre amato, avevo rovinato tutto, avevo bevuto troppo, non avrei dovuto scappare quella mattina, non avrei dovuto ignorare i messaggi successivi a quella sera di Baekhyun, non avrei dovuto rimanere a Seoul per paura di tornare a Busan. Avevo sbagliato ogni singola cosa da quella sera fino a quel preciso istante ma il pensiero che più di tutti lampeggiava in rosso nella mia testa era che avevo spezzato il cuore a Yoongi e anche se avessi provato a riconquistarlo e gli avessi raccontato la verità, nulla sarebbe mai stato come prima. In quel momento realizzai che forse l'avevo perso per sempre a causa di una terza persona che non avrebbe mai dovuto avere la possibilità di mettersi tra di noi eppure ci era riuscito forse fin troppo facilmente. "Jimin-" Sentii una voce lontana chiamarmi ma ero troppo perso nei meandri dei miei pensieri per rispondere. "JIMIN!" Il mio corpo venne scosso e a quel punto alzai lo sguardo e mi resi conto di star tremando e piangevo e mi mancava il respiro. "Jimin, calmati ehi, va tutto bene, guardami." Baekhyun mi prese il viso tra le mani e mi asciugò le lacrime con i pollici. "Respira, ascoltami, inspira ed espira lentamente." Seguii il suo consiglio e alzai le braccia, stringendo tra le dita i suoi polsi perché sentivo la necessità di aggrapparmi a qualcosa per non crollare emotivamente. "Okay senti, puoi fare così: lasci Jongin dicendogli che conosci la verità e quando torni a Busan per il compleanno di Jungkook, racconti la verità anche a Yoongi e vedrai che capirà. Dopotutto non hai fatto nulla, non l'hai tradito e non sapevi come fossero andate le cose fino ad oggi, non può biasimarti." Scossi la testa vigorosamente. "N-non p-posso-" "Come non puoi?" "J-jongin- i suoi g-genitori...i-io non p-posso lasciarlo." "Perché? Che cosa ti hanno fatto? Chi devo prendere a pugni?" Quasi risi a quella ultima domanda perché forse in tutta questa situazione, lui era l'unico che si era preso cura di me da quando ero arrivato a Seoul e aveva continuato a farlo pur non essendo lì con me. "Perché gli devo dei soldi. Parecchi soldi." "Quanti?" "Non so la cifra precisa..." "Perché gli devi questi soldi?" Sospirai e chiusi gli occhi, allontanando le sue mani dal mio viso dal momento che volevo cercare di calmarmi e riprendere il controllo dei miei pensieri. "Ho fallito un esame. Uno molto importante e quando sono tornato a casa ero parecchio già di morale e mi sono sfogato con Jongin. Un paio di giorni dopo ho ricevuto la mail che il mio voto, il massimo tra l'altro, era stato registrato sul mio libretto elettronico ma io ero stato bocciato, Baek. Ho preso appuntamento per parlare col professore e quando gli ho chiesto spiegazioni vuoi sapere cosa mi ha detto? -Sei fortunato ad avere un amico come Kim Jongin.-" "Sti stronzi hanno pagato il docente per farti mettere il voto più alto." Annuii e abbassai lo sguardo. "E tu hai accettato e basta?" "No, certo che no! Ho implorato Jongin di chiedere ai suoi genitori di lasciar perdere, che avrei ridato l'esame più avanti ma loro mi hanno detto che me lo meritavo dal momento che rendo felice il figlio e che nessuno verrà mai a conoscenza di questo fatto se io continuo a renderlo felice. Se io dovessi parlare o se dovessi lasciare Jongin, loro potrebbero mettere a rischio la mia intera carriera universitaria a due fottuti esami dalla laurea. Mi spaventano a morte, hyung, tu non li hai mai conosciuti ma sono tremendi. E per di più pagano loro la parte di spese che prima pagavi tu. Mi hanno praticamente mantenuto per due anni. Se dovessi restituirgli tutti i soldi che hanno speso per me...sono troppi, hyung, non li ho, dove cazzo li vado a trovare? Non accetterebbero che io li paghi a rate e l'altra soluzione qual è? Ricominciare a vendere il culo come ho già fatto in passato? No, Baekhyun, come faccio- cosa faccio- aiutami ti p-prego..." "Okay, fermo. Calma. Ragioniamo." Appoggiò le mani sulle mie spalle e io lo ringraziai perché ero completamente nel panico però almeno lui riusciva a mantenere la lucidità e a pensare. "Mi sa che dovrai mettere in campo tutte le tue doti di attore per i prossimi giorni, Jimin. Fai finta di non sapere niente, cerca di comportarti come sempre e appena torni a Busan, trova un modo per rimanere solo con Yoongi e gli spieghi la situazione." "No, Baek. lo ammazzerebbe di botte. Non credo sia l'idea migliore dirlo a Yoongi." "Allora a qualsiasi altro tuo amico e poi ci penserebbero loro a dirlo a Yoongi." "Rischiano tutti troppo...Se i genitori di Jongin si dovessero accanire, Taehyung e Yoongi perderebbero le rispettive aziende, Seokjin finirebbe in carcere, Hoseok avrebbe la carriera rovinata per sempre e Jungkook...non posso fare questo al mio migliore amico..." "Però lui avrebbe i soldi. E se non li ha tutti può chiederli al suo ragazzo e farli passare per suoi." "No...no hyung, non posso metterlo in mezzo, ho paura che non possa reggere a causa di quell'argomento di cui non ho mai voluto parlarti." C'era dell'altro. E riguardava la droga e io non potevo scaricare addosso a Jungkook una responsabilità del genere, no dopo tutto quello che aveva passato, non dopo tutto quello che aveva sofferto. Non potevo farlo, non gli avrei mai potuto fare una cosa del genere. E a Baekhyun in passato avevo raccontato la verità su di me, il "lavoro" che avevo fatto, come avevo conosciuto Yoongi e come avevo tirato dentro anche Jungkook ma non ero mai sceso troppo nei particolari perciò le uniche informazioni (non complete) che lui aveva, erano quelle che erano state date dai telegiornali ma poi per fortuna la notizia era finita nel dimenticatoio e io non avevo mai più esposto il mio migliore amico. "Non so che altro consiglio darti, Jimin. È una situazione tremenda però non esitare a chiamarmi se dovessi avere bisogno di me. Correrei a Seoul o scenderei a Busan nel minor tempo possibile. Okay?" E con la promessa che lo avrei tenuto aggiornato e che mi sarei preso alcuni giorni per riflettere prima di decidere cosa fare, ci salutammo. *fine flashback* "Volevi dirmelo...la sera della festa di Jungkook. Tutte le volte che hai puntato lo sguardo su di me e poi su Jongin e poi di nuovo su di me. Stavi cercando di attirare la mia attenzione." Annuii. Mi ero svegliato tra le sue braccia e solo in quel momento mi ero reso conto di quanto mi fosse mancato. Mi aveva cucinato i pancake per colazione e me li aveva riempiti di panna montata e fragole perché conosceva esattamente i miei gusti. Avevo il cuore leggero, come se tutti quei mesi fossero stati solo un brutto incubo e finalmente mi ero svegliato. Fuori c'era addirittura un timido sole, dopo giorni e giorni di pioggia e umido, quella mattina eravamo stati svegliati da due raggi che erano passati attraverso la finestra. Le sue labbra a baciarmi la fronte, le sue mani a stringermi per i fianchi mentre mi attirava a sé. Mi sentivo rinato dopo solo una notte passata con lui. Solo che ad un certo punto della mattina mi ero ricordato che non avrei potuto evitare l'argomento ancora per molto, volevo dirglielo e lui meritava di sapere e così ero partito in bomba a raccontare ogni singolo avvenimento dall'inizio alla fine, chiedendogli di non interrompermi perché mi sarei fatto prendere dall'emozione e non sarei più stato in grado di continuare. "Davvero non ti è venuto il dubbio che volessi parlare proprio con te quando ho scelto il bagno al piano superiore quando avrei potuto tranquillamente usare quello al piano terra?" Chiesi. "Sei sempre stato fastidiosamente curioso. Pensavo volessi curiosare in giro per casa." Sorrisi e scossi la testa perché quella effettivamente era una delle cose che avrei fatto. "Non puoi capire quanto fossi felice quando ho visto che mi avevi seguito." "Però non mi hai detto niente. Perché non hai parlato, Jimin? Avremmo potuto risparmiarci mesi e mesi di sofferenze." "Tu-" Abbassai lo sguardo, incapace di reggere il suo. "-H-hai detto di amarmi e mi hai baciato e io...sono andato completamente nel panico. E poi ho realizzato che eravamo insieme da troppo tempo e Jongin era di sotto e se avesse cercato me e poi vedeva che non c'eri neanche tu...Yoongi-" Mi presi la testa tra le mani. "I suo genitori mi spaventano a morte. Potrebbero fare del male a te, a Jungkook, a Taehyung, ai miei genitori-" La voce mi si incrinò e cominciai a piangere senza riuscire a controllarmi. Due braccia forti e sicure si chiusero immediatamente intorno al mio busto. Mi attirò a sé, facendo sprofondare la mia testa nell'incavo del suo collo, mi massaggiò i capelli con una mano e la schiena con l'altra, sussurrandomi parole dolci e dicendomi che c'era lui a prendersi cura di me. "I soldi te li do io, okay? Non voglio neanche che me li restituisci però voglio capire che cosa non hai raccontato a questo Baekhyun? Cosa c'entra la droga? Perché hai così tanta paura di loro?" "Sono psicopatici, Yoongi. Ho paura, ho una tremenda paura quando penso a loro." Mi feci piccolo piccolo e mi accuccia praticamente contro il suo corpo, usandolo come ancora di salvezza. "Jiminie, amore, guardarmi." Mi fece alzare la testa e incontrai il suo sguardo dolce anche se preoccupato. "Ci sono io ora. Nessuno ti farà del male, né a te, né a nessun'altra delle persone a cui tieni. Va bene? Ti fidi di me?" Annuì. Mi baciò lentamente e dolcemente e quel semplice contatto mi aiutò a calmarmi un minimo. "Ti va di raccontarmi ancora quest'ultimo particolare? Ce la fai a parlare?" Chiusi gli occhi e presi un respiro profondo mentre lui mi asciugava le lacrime. Mi tirai su a sedere a incrociai le gambe. Quel divano era talmente largo che riuscivamo a stare perfettamente uno in parte all'altro in comodità. "Okay...allora-" Cominciai senza sapere bene da dove partire." Jongin mi ha sempre detto che i suoi erano imprenditori ma solo dopo l'avvenimento del professore ho capito che tipo di imprenditori. Siamo tornati a casa sua a Suncheon, abbiamo pranzato con i suoi genitori e io li ho pregati di lasciar perdere i miei voti, che me la sarei potuta cavare da solo e che un esame fallito non è la fine del mondo e loro mi guardavano e sorridevano, mi sentivo minuscolo in loro presenza ma all'inizio non avevo compreso il motivo. E poi sua madre ha chiesto a Jongin di aiutarla e io sono rimasto da solo con il padre e ti giuro, Yoongi, non ho mai avuto così tanta paura di qualcuno. Si è alzato, ha aperto un mobiletto del soggiorno e ha preso un plico di fogli che poi mi ha sbattuto di fronte alla faccia. C'eravate tutti, tu, Jungkook, Seokjin, Taehyung, Hoseok, Baekhyun, perfino Namjoon, i miei genitori, i tuoi genitori, i genitori di Taehyung. Aveva perfino un fottuto foglio con la fottuta fotografia di Mark fottuto Choi." Sgranò gli occhi ma io non mi fermai e continuai a raccontare. "Mi disse di avere informazioni su tutti voi, che prima di permettere al figlio di convivere con due estranei, aveva fatto le sue ricerche. Vuoi sapere che tipo di imprenditori sono i genitori di Jongin? Gestiscono traffico di droga e vuoi sapere quale droga di preciso? L'eroina vietnamita. Quella modificata. Quella che ha usato Choi per torturare Jungkook. Mi ha detto che dovevo continuare a rendere felice il figlio anche a costo di fingere perché per loro l'unica persona davvero importante è Jongin e se gli avessi fatto anche il minimo torto, loro non l'avrebbero fatta pagare a me ma a voi, costringendomi a guardare mentre distruggevano tutte le persone a cui tengo, una per volta. Non potevo rischiare, non potevo mettere in mezzo te, non potevo raccontare nulla a Jungkook. Come avrei fatto a dirglielo?? Ehi Gukkie i genitori del mio ragazzo vendono la droga che ti ha quasi ucciso, mi impresti 65 milioni di won per pagarli? Non potevo fargli questo, è il mio migliore amico, è una parte di me così come lo sei tu. E quindi ho continuato a fingere e ho cercato di allontanare Jungkook e tu mi odiavi perché ti avevo tradito e quasi ero felice di averlo fatto perché così avrei potuto proteggerti. E stavo andando piuttosto bene, sai? Sono diventato bravo e reprimere i miei sentimenti e perfino a fingere un orgasmo. E poi ho scoperto la verità e tutte le emozioni che per quasi un anno ho sepolto, sono riemerse e tu mi hai baciato, hai detto di amarmi e mi hai toccato e cazzo- non provavo nulla del genere da troppo tempo e-" Di nuovo mi si incrinò la voce e non fui in grado di continuare. Cominciai a giocare nervosamente con le mani, torturandomele. Yoongi intrecciò le due dita alle mie e io strinsi la presa, aggrappandomi a lui ancora una volta. "E sei andato completamente nel panico." "Blackout totale, Yoon. Ho visto nero." "E quindi 65 milioni di won?" Era la cifra che avevo citato poco prima. "N-non lo so, ho detto un numero alto a caso. Potrebbero essere di più come di meno." "Non vorrei spaventarti ulteriormente però hai detto che se avessi fatto un torto al figlio, loro si sarebbero vendicati. Pensi che pagarli e basta possa bastare?" Sospirai e recuperai il mio telefono. "Mentre ero sul taxi per Busan ho scritto un messaggio lunghissimo a Jongin in cui sostanzialmente ho cercato di lavorarmelo, limitando i danni. L'ho ringraziato per aver capito, per avermi detto la verità e per avermi lasciato andare e gli ho detto di farmi sapere la cifra da restituire ai suoi genitori perché non mi sarei tirato indietro. E lui mi ha risposto così." Gli passai il telefono e aspettai che leggesse. [Jongin]: Vorrei fare almeno una cosa buona per te, Jimin. Parlerò con mamma e papà, li convincerò a chiederti solo la somma che hanno effettivamente speso e niente di più. Ti lasceranno in pace, te lo prometto. Almeno questo te lo devo e sappi che lo faccio perché ti amo, anche se nel modo sbagliato. Sul suo volto comparse una strana espressione che non seppi interpretare. Mi restituì il telefono e lo vidi deglutire piano prima di incastrare il suo sguardo nel mio. "Ti ama, mh?" Ritirai le mani dalle sue, chiudendole a pugno. Non sapevo se sarei stato in grado di reggere una scenata di gelosia dopo quello che gli avevo rivelato. "A quanto pare." Risposi. "E tu? Gliel'hai mai detto? Di amarlo?" Lo guardai dubbioso e stranito. "Certo che no. Ho sempre cercato un modo per evitare di dirgli certe cose." "Quindi sono io l'unico a cui tu abbia mai detto ti amo? E intendo pensandolo davvero." Annuii e gli presi il viso tra le mani, avvicinandomi e andando a sedermi in braccio a lui. "Ti amo, Yoongi e voglio dirlo solo a te." Azzerai la distanza e lo baciai. Allacciai le braccia intorno al suo collo mentre le sue cinsero la mia vita. Le sue labbra erano lente e dolci sulle mie, la sensazione mi stava annebbiando la capacità di intendere e di volere e quando spinse con la lingua, io non gli negai l'accesso. Approfondimmo il bacio che divenne più rude e affamato, le nostre lingue danzavano insieme ed io avvampai. Istintivamente spinsi il bacino contro il suo e Yoongi ruppe il bacio per boccheggiare prima di bloccare il mio movimento, tenendomi fermo in posizione. "Non credo sia una buona idea. Potrebbe arrivare qualcuno da un momento all'altro." "Quindi? Siamo a casa tua, ignoriamo il campanello." "No, Jimin. Ho chiamato io la persona che sta per arrivare." Mi allontanai lo guardai stranito. "Chi hai chiamato?" E proprio in quel momento il campanello suonò e io allungai lo sguardo verso la porta d'ingresso. Da quel punto potevo vedere perfettamente il display della telecamera accendersi e rivelare il volto del mio migliore amico. Mi girai di scatto per guardare di nuovo Yoongi. "Jungkook?? Davvero?? Ma è mattina, dovrebbe essere al lavoro!" Lui mi fece scendere dalle sue gambe e si alzò, si chinò velocemente per lasciarmi un rapido bacio a stampo prima di dirigersi verso la porta. "Il suo capo è anche il suo ragazzo, gli avrà chiesto la mattina libera e poi, Jimin, hai bisogno anche di lui. Gli hai promesso che avresti sistemato con me e poi anche con lui o no?" Gli aprì il portone dell'ingresso al palazzo e poi socchiuse anche la porta di casa prima di tornare a sedersi al mio fianco. Io annuii e cercai di prepararmi psicologicamente a dover ripetere nuovamente tutto il discorso da capo, pensando se dovessi censurare la parte della droga o fidarmi della forza del mio migliore amico e dirgli tutto. Non sapevo neanche se chiedergli di Taehyung, se avessero chiarito, come stava. Una mano di Yoongi raggiunse il mio volto e mi accarezzò la guancia, scuotendomi dai miei pensieri. "Noi stiamo insieme ora?" Chiesi senza pensare, sperando di ottenere quella sicurezza prima di non essere più da soli. "Tu vuoi stare insieme a me?" "Si. Tu?" "Basta bugie, basta giochetti, basta prese in giro. Io ti amo e voglio stare con te, Jimin, però voglio una relazione stabile, voglio avere a che fare con un ragazzo maturo e assennato. Voglio potermi fidare ciecamente di te e voglio essere amato minimo tanto quanto io amo te. Sei pronto a darmi tutto questo?" "Sono pronto a darti più del doppio di tutto questo." Sorrise e la sua risata fu contagiosa. "E allora sei mio, cazzo. Mio e di nessun altro." Mi attirò a sé per unire per l'ennesima volta le nostre labbra insieme. Non mi sarei mai stufato di lui e dei suoi modi di fare. Ci staccammo appena in tempo quando sentii la voce di Jungkook chiamarmi e quando alzammo gli occhi ci rendemmo conto che non era venuto da solo.
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