Appena rientro a casa mi fiondo nello studio di Piero, ho l'affanno per quanto ho corso.
Piero è lì in piedi che ammira la sua ultima opera, con un bicchiere di rosso in una mano e una sigaretta nell'altra.
Mi guarda perplesso, mi avvicino, gli tolgo il bicchiere dalle mani e prendo un sorso, per riprendermi.
" Hey Ca che ti succede?" cerco di riprendere fiato, mi stendo sulla chaise longue che usa per dipingere i suoi modelli e mi porto un braccio davanti agli occhi.
Sono ancora eccitato dal nuovo incontro con Mister50sfumaturedisesso Sebastiano, mi giro di lato e lo osservo, lui è lì in attesa delle mie parole.
Sfiora una delle sue tele, accarezza una scultura, raddrizza la tavolozza dei colori poggiata sul tavolo di lavoro.
" Vuoi che ti dipinga? Lo sai che devi spogliarti.......nudo." mi strappa un sorriso, sa che in questo momento ho bisogno di rilassarmi.
Mi metto seduto, mi porge il suo bicchiere ancora pieno per metà lo mando giù in un solo sorso.
" L'ho visto di nuovo" il viso di Piero cambia espressione, sembra perplesso.
" Chi hai visto di nuovo" so perfettamente che ha capito a chi mi riferisco, ma vuole comunque sentirselo dire.
" Quel fottuto arrogante ed eccitante maniaco del controllo. Aaaaaaaaa come devo fare Pie? Quell'uomo mi spaventa ma mai nessuno mi ha eccitato come fa lui, solo parlandomi. Capisci che ho avuto già due erezioni in sua presenza e non mi ha mai nemmeno sfiorato? Oddio se penso a quelle mani sul mio corpo........ potrei anche morire"
Piero è lì che mi ascolta, senza perdersi una mia espressione, una mia parola, ride sotto i baffi.
" E dimmi dove sarebbe il problema?" ma sta scherzando? Ma ha sentito cosa gli ho detto?
" Qual è il problema? È lui il problema Pie è un fottuto maniaco del controllo"
" Tu hai solo paura di rimanerci sotto"
" E dici poco" sospiro e ripenso al disastro che è stata la mia vita sentimentale fino ad ora.
Avevo investito tanto nel rapporto con Francesco e fino a 4 mesi fa avrei creduto anche di poter costruire qualcosa di veramente serio e importante con lui, oggi se ci ripenso rido.
Piero lo definisce " mummia", ma la mummia la faceva solo con me visto che ogni weekend si scopava un ragazzo diverso, mentre io ero intento a progettare il nostro futuro.
Ripenso a quanto sia stato doloroso scoprire che mi tradiva con chiunque, mentre con me era freddo, quasi distaccato, come se stare con me fosse più un obbligo che un desiderio.
Non c'era passione.
La suoneria del mio cellulare mi porta alla realtà " Pronto" chiedo scusa a Piero, è il direttore del giornale dell'università, vuole sapere a che punto sono con l'articolo e questo mi riporta alla foto che non ho.
Chiudo la telefonata, rassicurando Mauro che l'articolo sarà pronto per la messa in stampa dell'ultimo numero di cui farò parte prima della tesi.
" Piero ho bisogno del tuo aiuto. Che hai da fare domani più o meno intorno alle 11?"
" Che dovrei fare?" mi risponde con un'altra domanda, come odio questo suo modo di fare, già ho i nervi che stanno per salutarmi al pensiero che domani potrei rivederlo.
NO. Domani io DEVO rivederlo, non è un opzione.
" Almeno prima potresti dirmi se sei libero?" sbuffa e annuisce.
" Bene. Mi serviresti come fotografo" mi guarda incuriosito.
" Chi dovrei fotografare?" e credo abbia capito perfettamente, a dimostrarlo è lo sguardo malizioso e lo strano luccichio negli occhi.
Deve aver associato la foto alle mie parole a Mauro, mi imbarazzo al pensiero di quanto mi vedrà succube e vulnerabile al cospetto di quell'uomo, ma non posso farci niente.
Io.voglio.rivederlo.
Io.devo.rivederlo.
" Mi serve una foto posata di Mister50sfumaturedisesso" sospiro, Piero ride divertito per il soprannome che gli ho affibbiato .
Mi da una pacca sulla spalla " Ti aiuterò" e così recupero il cellulare e il biglietto dalla tasca e compongo quel numero con mani tremolanti.
Risponde al secondo squillo " Pronto" la sua voce roca, forte, sicura, un po' scocciata forse per essere stato distratto dai suoi impegni, mi ha già steso.
" B-buonasera dottor Sebastiano sono Carlo Silvestri" la mia voce esce insicura, quasi tremolante.
Piero capisce l'effetto che ha quell'uomo su di me non appena mi sente parlare.
" Carlo è un piacere sentirla" il tono della sua voce cambia immediatamente, è quasi suadente, sto andando in mille pezzi, ho le guance che mi stanno andando a fuoco.
" Vorremmo procedere con il servizio fotografico, se- se lei è ancora disponibile" la mia voce mi tradisce ancora una volta, mi sento soggiogato dal fascino di quell'uomo.
" Certamente. Possiamo vederci al Parker... diciamo alle 11.30 se per lei va bene" penso a quando lo rivedrò e il mio inguine reagisce a quel pensiero, Piero sta osservando ogni mio movimento insicuro, la voce tremolante, le guance in fiamme.
Prende una matita e un foglio e in pochi secondi la mia espressione da “pesce lesso" è incisa sulla carta.
" È perfetto. A-allora a domani e grazie" sto per riattaccare quando la sua voce sussurra un " a domani" seguito da un lungo sospiro che mi da il colpo di grazia.
" Sei fottuto amico" sono le parole che pronuncia Piero mostrandomi il disegno.
Ha ragione, sono dannatamente, irrimediabilmente fottuto, mi sento debole al cospetto di quell'uomo, creta nelle sue mani.
La notte è irrequieta, non riesco a dormire se non per poche ore e i miei sogni riguardano tutti mister50sfumaturedisesso.
Entriamo nella hall dell'hotel Parker, circa 30 minuti prima dell'incontro con il dottor Sebastiano, io sono arrivato con la mia auto e Piero e Gianluca, un ragazzo che ogni tanto gli fa da assistente ed ha un debole per me, con un'altra insieme all'attrezzatura.
Il direttore dell'hotel ci mette a disposizione una delle suite, per il servizio fotografico.
Piero e Gianluca sono intenti a sistemare le luci quando qualcuno bussa alla porta.
" Tranquilli ragazzi apro io" mi avvicino apro l’uscio e mi ritrovo Lui davanti.
Il mio mister50sfumaturedisesso, un ampio sorriso che mette in mostra la sua dentatura bianca e perfetta.
" Buongiorno Carlo" fa scivolare il mio nome su quelle labbra carnose in modo suadente, sono già tutto un fremito " sono un po' in anticipo spero non sia un problema" ha un abito di raso nero molto aderente, che mette in evidenza tutte le sue forme, una camicia bianca anch'essa di raso che aderisce perfettamente al suo addome scolpito da ore di palestra, i primi 3 bottoni aperti a lasciar intravedere una leggera peluria scura al centro del petto, capelli sistemati di lato, il ciuffo tenuto in ordine dal gel, la barba leggermente accorciata.
Insomma è un vero schianto, gli porgo la mano per salutarlo, lui la stringe e mi tira a se e mi lascia un bacio all'angolo della bocca, le sue labbra sono come lava incandescente che mi ustiona la pelle.
Ancora tremolante, mi sposto di lato per farlo entrare nella camera.
" P-prego" lo invito con un gesto della mano.
Lui avanza con passo sicuro.
" Allora è tutto pronto?" chiede guardandosi intorno.
Annuisco e mi maledico per la mia momentanea incapacità di parlare.
Camminiamo uno di fianco all'altro e ci avviciniamo all'angolo della stanza che è stato adibito a set fotografico, dove Piero e Gianluca stanno sistemando una poltrona proprio al centro delle luci.
Mi schiarisco la voce per attirare la loro attenzione, quando Piero alza lo sguardo resta immobile per qualche secondo, alternando lo sguarda tra me e Mister50sfumaturedisesso.
Dai suoi occhi percepisco che può capire il perché del mio disagio al cospetto di quest'uomo.
" Piero lui è il Dottor Sebastiano, dottor Sebastiano lui è Piero Padovan, fotografo nonché mio migliore amico" non so perché tengo a specificare il rapporto che c'è tra me e Piero, ma mi esce spontaneo, come fossi in obbligo di giustificarmi.
I due si stringono la mano e sembra come se si stiano parlando con lo sguardo.
Si scrutano, si osservano.
Gianluca nel frattempo si avvicina e mi accarezza una spalla con fare malizioso per attirare la mia attenzione " Siamo pronti" sussurra mellifluo al mio orecchio.
Ma il suo modo di fare non sortisce alcun effetto su di me.
Mister50sfumaturedisesso nota l'atteggiamento di Gianluca e si irrigidisce immediatamente, sembra quasi infastidito da quel contatto, da quel modo di fare, quasi intimo da parte di Gianluca.
Mi guarda, nota che io non ho dato alcuna importanza ai suoi gesti, che neanche l'ho guardato, che la mia attenzione è unicamente rivolta a lui e sembra di nuovo rilassarsi.
Vedo le sue spalle tornare ad essere sciolte.
Piero prende in mano la situazione e lo fa accomodare prima sulla poltrona e gli fa qualche scatto da seduto, poi la tolgono e fanno altri scatti a figura intera, lui sta posando per me, lo vedo, non mi ha mai tolto gli occhi di dosso, mi accarezza la pelle con il suo sguardo penetrante.
Sono completamente ammaliato dal suo sguardo, dal suo fascino, potrebbe chiedermi qualsiasi cosa in questo momento ed io accontenterei ogni sua richiesta, anche la più assurda.
Mi fissa e si lecca il labbro inferiore in modo provocatorio, io stringo il mio forte tra i denti, il mio corpo oramai non risponde più a me ma solo a lui, sono alla sua completa mercé.
" Abbiamo finito. Grazie dottor Sebastiano” Piero e Gianluca smontano il set mentre Mister50sfumaturedisesso guardandomi negli occhi sussurra, per non essere sentito dagli altri “È stato un vero piacere" e mette un accento particolare sulla parola piacere.
Oddio chiamate il 118, ho bisogno di un'ambulanza, sto per svenire.
" V-venga dottore la accompagno" mi mette una mano alla base della schiena e ci avviamo verso la porta, la mia pelle è in fiamme, sento il suo calore attraverso gli abiti.
La mano infuocarmi esattamente dove mi sta toccando.
Apro la porta per farlo uscire, la sua mano è sempre lì dove l'aveva poggiata.
" A-allora arrivederci" ma lui non accenna ad allontanarsi ora è di fronte a me, dove prima c'era il gioco ora il gelo, la mia pelle brama ancora il suo tocco.
I suoi occhi neri, profondi immersi nei miei verde smeraldo.
" Venga a pranzo con me Carlo" la sua richiesta mi giunge inaspettata, non ha nessuna intenzione di lasciarmi andare, perché?
Ed io?
Voglio andare via? Voglio restare? Voglio che se ne vada? Voglio che resti?
Accetterei il suo invito se solo non mi facesse sentire tanto debole e indifeso.
" N-non posso" il rifiuto non è una cosa che gli piace, lo vedo dal suo sguardo, cambia, diventa più duro.
Si avvicina al mio orecchio " Pranzi con me, non se ne pentirà" mi morde il lobo facendomi sussultare, e poi lo accarezza con le labbra e la lingua provocandomi brividi lungo la schiena.
E vorrei dire di no lo giuro, lo vorrei tanto ma ormai il mio corpo e la mia mente non assecondano più i miei pensieri ma solo i suoi desideri e allora alla fine non posso fare altro .
" Si, pranzo con lei"