Capitolo 11

3393 Words
Mirko mi guarda divertito. Io credo di essere sbiancato tutto d'un colpo. " Mi sembri un tantino...come dire...a disagio" non accenna a spostarsi, resta sprofondato tra le mie carni e guarda compiaciuto il terrore sul mio voltò. " Mirko c'è tua sorella fuori alla tua camera e tu hai il tuo...... ehm pene?! ancora nel mio sedere" alza un sopracciglio con un sorriso furbo sul volto. " Sei serio Ca?" lo guardo perplesso. " Pene e sedere? No davvero Carlo spero tu stia scherzando dopo tutto quello che abbiamo fatto" divento paonazzo ma non per l'imbarazzo, sono furioso. " Porca puttana Mirko alzati! Ho le mani legate e il tuo cazzo nel culo, se tua sorella entra in questa stanza e ci trova così puoi scordarti il contratto". Sembra un razzo esce immediatamente dal mio corpo ridendo, si toglie il preservativo, recupera la t-shirt dal pavimento e mette i jeans senza i boxer. "Non vuoi rischiare che non firmi l'accordo?" si blocca, si avvicina gattonando sul letto, mi lecca le labbra " Tu firmerai senza se e senza ma" e mi slega. " Ah si e cosa te lo fa credere?" si avvicina al mio orecchio " Questo, esattamente questo" afferra il mio membro e in due stoccate è di nuovo duro come il marmo. " Sei uno stronzo" si alza dal letto e si avvia verso la porta. " Lo stronzo ora va di là. Ti do 5 minuti per raggiungermi" " Mirko io non ho nessuna intenzione di conoscere tua sorella" " 5 minuti Carlo poi vestito o nudo lei entrerà qui dentro. Ora che sa che c'è qualcuno qui con me non se ne andrà senza incontrarti. Quindi a te la scelta" sbuffo lasciandomi cadere di schiena sul letto. Apre la porta. " Sorellina" "Allora dov'è?" " Tra 5 minuti lo vedrai" e chiude la porta. Torna indietro. " Usa i miei vestiti sono in quell'armadio" e mi indica la porta sulla destra. È una cabina armadio enorme e ci sono vestiti di ogni genere. Recupero una camicia bianca e un paio di jeans neri. Prendo anche un paio di boxer e vado in bagno per ripulirmi del piacere sparso per il mio corpo. Quando sono pronto esco timidamente dalla stanza. La sorella di Mirko è impegnata in una conversazione a cui lui non presta alcuna attenzione. È seduto sul divano che sorseggia non so bene cosa, mentre lei continua a ribadire di un certo evento che è venuta ad organizzare a Roma. Appena mi vede mi sorride e mi raggiunge. " Ale lui è Carlo. Carlo lei è la mia sorellina" la sorella, che presumo chiamarsi Alessia si volta e ferma le mani a mezz'aria. Mario la osserva divertito. Alessia si avvicina, mi gira intorno e poi si ferma davanti a me. " Dolcezza ma tu sei gay gay o bisessuale?" divento paonazzo e Mirko si gode la scena divertito. Lo sento sorridere e mi volto per fulminarlo. " Tesoro è semplice. Vai solo con gli uomini o c'è qualche speranza anche per noi povere sfigate" Alessia è sfrontata e sicura esattamente come il fratello. " Dai Carlo rispondi alla domanda". Brutto stronzo maledetto, lo vedi che sono in difficoltà aiutami no. Ed invece Mirko Sebastiano, non contento deve metterci il carico da 90. " Mi piacciono solo gli uomini" Mirko, che nel frattempo ha lasciato il divano e si è messo al mio fianco, mi da un bacio sulla guancia e mi sussurra ad un orecchio " Bravo bambino" " Che peccato i migliori vanno via come il pane. Allora come vi siete conosciuti voi due?" " Carlo mi ha intervistato per l'università" " Bene bene quindi bello e intelligente. Tu sei proprio sicuro di voler uscire con mio fratello?" uscire con il fratello, da quando l'ho conosciuto non faccio che restare chiuso in casa. " Ale smettila" " Ok ok" alza le mani come a chiedere scusa. " Quindi sorellina che ci fai qui". " Come ti dicevo sto preparando questa mostra con un artista emergente che si terrà la prossima settimana" " E che tipo di mostra è?" " Sarà una cosa particolare. Ogni quadro esposto sarà accompagnato da una didascalia che racconterà come è nato il lavoro, quali emozioni e sensazioni lo hanno ispirato. Sarà molto suggestiva" non può essere. Mi intrometto nel discorso, devo togliermi il dubbio. " Scusate se mi intrometto" mi giro verso Ale " come si chiama l'artista che esporrà le sue opere?" Alessia mi guarda confusa dalla mia domanda. " Padovan.... Si Piero Padovan” io e Mario ci guardiamo, come è piccolo il mondo, con tanti artisti la sorella di Mirko doveva organizzare la mostra del mio migliore amico. " Perché vi guardate così?" " Nulla è che quella mostra è opera del mio migliore amico" lei sorride con uno strano luccichio negli occhi. " Interessante. E dimmi bellezza quante possibilità ho con il tuo amico?" questa ragazza non ha ritegno. Mirko se la ride. " Le stesse che hai con me" mormoro. " Ti prego non mi dire che anche lui" Annuisco, lei sbuffa. " Quanto spreco di ben di Dio. Sarà meglio che me ne vado. Ero venuta per pranzare con te fratellino ma vedo che hai altro da fare" fa un occhiolino a Mirko e ci da un bacio sulla guancia ad entrambi. " Ci vediamo alla mostra, ah Carlo ma lo sapevi che Mario non è sempre stato gay" alza la mano e muove le dita in segno di saluto. Esce Fabio da qualche recondito posto della casa e la accompagna alla porta. Mi giro verso Mirko con aria confusa. " Che vuol dire che non sei stato sempre gay" Mirko sbuffa. " Alessia non sa quel che dice" ma non sembra affatto sincero. Percepisco che mi sta nascondendo qualcosa. " Mirko guardami" si volta verso di me e ha lo sguardo di chi vuole chiudere la questione. " Allora fammi capire come stanno le cose. Tu vuoi che io faccia parte della tua vita in un'assurda relazione fatta di catene, manette, frustini e dio solo sa quale altra diavoleria. Non vuoi che ti tocchi e non vuoi dirmi niente di te e del tuo passato. Non funziona così Mirko" un velo di paura nei suoi occhi. Si avvicina e l'aria tra noi subito cambia. C'è una strana alchimia che fa sparire tutto intorno a noi amplificando ogni sensazione. , Mirko è carismatico, magnetico, travolgente. " Io voglio che accetti per quello che si crea tra di noi ogni volta che siamo vicini. Io voglio che accetti per come reagisce il tuo corpo al mio contatto e il mio al tuo. Io voglio che accetti perché non sono mai stato bene dentro qualcuno come sto bene dentro di te" sta cercando ancora una volta di fregarmi col sesso, ma questa volta non ci casco. " Sai Mirko le tue sono bellissime parole ma cosa hanno di concreto? Tu vuoi che mi sottometta alla tua volontà, che faccia solo cosa tu trovi giusto, non potrò più decidere niente, magari mi dirai addirittura come vestirmi o cosa mangiare" mi guarda sempre più agitato e allora si mette sulla difensiva e so già cosa sta per succedere, in questi giorni ho imparato un po’ a conoscerlo. " Carlo te l'ho già detto. Ci sono tanti uomini disposti ad assecondarmi. Se tu non vuoi lo sai puoi andare. Certo mi dispiace perché c'è qualcosa di........magico tra di noi" fa spallucce " ma io non rinuncio a ciò che mi piace fare. Per nessuno".⁰pq " Bene allora portami in quella stanza e mostrami cosa ti piace" mi guarda ad occhi spalancati, pensava stessi rinunciando all'accordo mentre il mio era solo un modo per spingerlo oltre i suoi schemi. " In quella stanza non ci entri senza aver firmato il contratto" mi avvicino a lui. " Quindi vuoi dirmi che non ti piacerebbe vedermi nudo ed incatenato" gli occhi ardono di desiderio, lo vedo. " Fammi capire a cosa andrò incontro se accettassi il tuo accordo. Rendimi il tuo sottomesso" succede tutto in un attimo mi carica in spalla e mi porta su per le scale si ferma davanti alla porta e mi mette giù. " Se tu entri qui dentro devi rispettare le mie regole. 1 non puoi chiamarmi per nome ma dovrai chiamarmi signore. 2 non puoi guardarmi negli occhi a meno che non sia io a chiedertelo. 3 dovrai usare una parola d'ordine per fermarmi se deciderai che è troppo per te. È tutto chiaro Carlo?" " Si" " Bene bambino" mi sfiora una guancia. " La parola sarà Rosso è tutto chiaro?" " Tutto chiaro" " Bene e ricorda lì dentro decido io e tu devi obbedirmi" ok in cosa diavolo mi sto infilando. Sono un misto di eccitazione e paura, non so cosa mi aspetta, non so se cosa faremo mi piacerà. Mirko apre la porta ed entriamo per la prima volta nella suite del piacere. " Ora ti spoglio" e piano mi libera dei vestiti. È di una lentezza estenuante ma anche dannatamente eccitante, mi lascia solo i boxer. " Quando entrerai in questa stanza dovrai essere vestito sempre così ok?" io annuisco. " Inginocchiati lì. Puoi sederti sui talloni. Mani poggiate sulle ginocchia. Allarga le gambe, ancora un po'. Perfetto. Testa bassa." eseguo i suoi ordini. In questo momento posso vedere solo le sue scarpe. Esce dalla camera, anche se non posso vederlo lo capisco dai rumore dei passi che si allontanano ed io resto fermo nella stessa posizione finché non ritorna. Sento i suoi passi avvicinarsi, vedo solo i piedi e sono nudi. " Guardami!" alzo immediatamente lo sguardo e quello che mi ritrovo davanti è il Mirko dominatore. Ha un jeans scolorito, con degli strappi sulle cosce, il primo bottone è slacciato. È a torso nudo e le mani sono fasciate in guanti di pelle nera. Ha lo sguardo torbido e gli occhi neri sono due pozze di desiderio. " Alzati!" " Posso farti una domanda, Signore?" " Concesso" " Mi picchierai, Signore?" " Si, ma non ti farò male. Non è una punizione, sarà solo piacere" sottolinea la parola piacere. Deglutisco a fatica. " Ora ti incatenerò. Dammi la mano destra". La prende la volta e mi bacia il palmo e poi un colpo di frusta, da dove è uscita, quando l'ha presa. " Sentito dolore?" " No" Mi colpisce più forte, questo fa un po’ male. È una sensazione strana, nuova ed eccitante. " No cosa?" " No, Signore" " Il nostro scopo è il piacere Carlo" mentre lo dice tira giù dei moschettoni che sono appesi alla grata. " Ti incatenerò qui ma come puoi vedere questi scivolano. Quando ti scoperò arriveremo fin lì" e mi indica con il frustino la croce di legno sulla parete. " Alza le mani sopra la testa" Eseguo immediatamente il suo ordine. È una sensazione stranissima, mi sembra di essere un osservatore esterno. È l'esperienza più eccitante e spaventosa che abbia mai vissuto. Mi sto affidando completamente ad un uomo che conosco a malapena, che mi trascina nella sua perversione eppure mi sembra di essere nel posto giusto. È di fianco a me, mi allaccia le manette e se solo mi sporgessi potrei affondare il naso nella leggera peluria al centro del petto, posso sentire il suo profumo. Fa un passo indietro, in contemplazione, il suo sguardo è ardente e pieno di desiderio. "È una visione vederti incatenato" Si mette di fronte a me e con una lentezza estenuante mi toglie i boxer e li annusa. Non ci credo. È così dannatamente erotico ogni suo gesto. Mi guarda come un animale guarda la sua preda. Il frustino comincia ad accarezzare la mia pelle, proprio all'altezza del mio ombelico, descrivendo dei piccoli cerchi. È una tortura. La sensazione del cuoio a contatto con la mia pelle mi fa fremere. Mi gira intorno, il frustino ad accarezzarmi il petto. Al secondo giro mi colpisce. Non è doloroso, per niente. È una sensazione inebriante, dannatamente erotica. Lancio un urlo. Mi agito scuotendo le braccia. " Non muoverti" mi gira intorno, la frusta che scivola sulla mia pelle. Quando mi colpisci di nuovo sono preparato a quel tocco bruciante, delizioso. Fa un altro giro e poi sfodera un nuovo colpo, stavolta al capezzolo. Il piacere che provoca quel tocco è inebriante. La mia testa è reclinata, il mio corpo è teso dal piacere. Sferra ancora un colpo, sull'altro capezzolo, un castigo breve, delizioso. Gemo forte, ancora ad occhi chiusi, muovo le manette, vorrei contorcermi. " Ti piace?" "Si" Un colpo più forte sul sedere questa volta. Brucia. " Si cosa" " Si Signore" Si ferma. Non lo vedo. Gli occhi chiusi mi aiutano ad assimilare ogni singola sensazione, è un piacere che non mi aspettavo di provare. Improvvisamente comincia a colpirmi ripetutamente sulla pancia e poi scende più giù. Penso di essere preparato, so che sta per fare e invece quando mi colpisce l'erezione, la sensazione è dannatamente sconvolgente. Urlo. "Ti prego" mormorò. " Buono" mi ordina colpendomi sul sedere. Non mi aspettavo queste....sensazioni, mi sento perso. Improvvisamente mi strofina il manico del frustino tra i peli pubici e poi lo fa scivolare fra le natiche. Con il tono di voce compiaciuto mi sussurra "Senti come sei duro. Apri occhi e bocca" Eseguo l'ordine e lui mi infila il manico del frustino tra le labbra. Oh.mio.dio. " Succhia". Chiudo le labbra intorno al frustino e sento il sapore del cuoio mischiato al mio. Mirko è ardente di passione, è nel suo mondo, nel suo elemento naturale. Ciò che fa gli piace da morire e i suoi occhi luccicanti di lussuria lo confermano. Sfila via il frustino dalle mie labbra e si avventa su di me invadendomi la bocca con la sua lingua impaziente. " Oh Carlo il tuo sapore è delizioso" è tutto un ansito e un fremito. " Vuoi che ti faccia venire Carlo?" " Si ti prego" Un colpo forte, deciso sul sedere la pelle brucia. " Ti prego cosa?" " Ti prego Signore" Sorride vittorioso. Mi mostra il frustino. " Vuoi che ti porto al piacere con questo?" " Si signore" " Sei davvero sicuro" mi scruta. " Si Signore" " Bene. Allora tieni gli occhi chiusi". Ricomincia a colpirmi la pancia e poi piano piano scende. Mi colpisce l'erezione una, due, tre volte a ripetizione e poi si blocca, io non resisto più, mi disintegro in un orgasmo potentissimo, cadendo sfinito tra le sue braccia. Lui mi sostiene tra le sue braccia. Ci stiamo muovendo mentre io continuo a consumarmi nell'orgasmo. Sono poggiato alla croce, sento il freddo legno contro le mie carni bollenti. Mi lascia per slacciarsi i pantaloni e infilarsi il preservativo. Mi solleva portando le mani intorno alle mie cosce. " Stringiti a me piccolo" e anche se mi mancano le forze, stringo le gambe intorno alla sua vita. Si sistema sotto di me e mi entra dentro. Urlo di piacere sentendo i suoi gemiti. Spinge fino in fondo dentro di me. Continua imperterrito con il viso immerso nel mio collo, sento il suo fiato corto. Il mio corpo reagisce....ancora una volta. Non so se riuscirò a reggere, un nuovo orgasmo monta dentro di me e non posso evitarlo. Esplodo ancora una volta con un urlo straziante. Mirko mi segue urlando a denti stretti e stringendo forte il mio corpo. Esce velocemente da me e mi appoggia alla croce sostenendomi col suo corpo. Mi slega e ci abbandoniamo per terra. Mi accoglie tra le sue braccia cullandomi. Appoggio la testa al suo petto, solo ora mi accorgo che i pantaloni sono solo spacciati, non li ha nemmeno tolti. " Sei stato bravissimo" mi sussurra. " Ti ho fatto male?" " No" la mia voce è un sussurro, fatico anche a tenere gli occhi aperti. "Pensavi di si?" chiede spostando il ciuffo sudato dalla mia fronte. " Si" " Le paure sono solo dentro di noi" mi sussurra. Un momento di silenzio. " Lo rifaresti?" Lo rifarei? " Si" riesco a dire con le poche forze che mi sono rimaste. Mi stringe più forte. " Ne sono contento. Anche io lo rifarei" mi bacia dolcemente la testa. " Non ho ancora finito con te" oddio quest'uomo è insaziabile, come fa. Io non riesco nemmeno a muovermi. Credo di aver raggiunto il mio limite. Sono tra le sue braccia e affondo il naso tra i peli del suo petto accarezzandolo con la punta. Mirko si irrigidisce immediatamente a quel contatto. " Non farlo" la sua voce è dura e fredda. Arrossisco per la mia audacia, avrei voluto fare di più, leccarlo, baciarlo e mentre bramo quel contatto mi accorgo di tante piccole cicatrici sparse sul suo petto. "Vatti ad inginocchiare" mi ordina con tono freddo e distaccato. Si mette seduto con le mani sulle game. Io mi alzo a fatica e con le gambe traballanti faccio ciò che mi ha ordinato. Non avrei mai pensato di provare così tanto piacere in questa stanza. Mirko mi osserva, io ho le palpebre pesanti. " Ti stai annoiando?" Mi ridesto immediatamente. Mi stavo addormentando, me la farà pagare. " Alzati" Mi sollevò impaurito dal suo tono, lui nasconde un sorriso. " Sei sfinito vero?" Annuisco. " Resisti perché io non ne ho ancora abbastanza. Solleva le mani e incrociale come se stessi pregando" Si prego che tu non mi uccida di piacere. Con una fascetta mi stringe i polsi. " La riconosci?" Certo che la riconosco, è una di quelle che ha comprato quando è venuto in ferramenta. Ecco a cosa gli servivano. Ora ha tutta la mia attenzione. Mi mostra un paio di forbici. " La posso tagliare in qualsiasi momento" cerca di tranquillizzarmi. Provo a muovere le mani ma la fascetta mi scava nella carne, mentre se le tengo rilassate non mi fa male. " Non mi sei bastato" mi sussurra " Quindi ora mi prenderò di più molto....molto di più" Il mio cuore ricomincia a tamburellare nel petto. Ci avviciniamo al letto. " Sei stanco quindi farò molto in fretta. Aggrappati alla colonnina" scopro di poter aprire le mani. " Più in basso" mi ordina " Bene non lasciarla o ti sculaccio chiaro?" " Si signore" "Perfetto" Si posiziona dietro di me e mi tira i fianchi in modo da essere leggermente chinato. " Non mollare la presa. Sto per fotterti e devi reggere il mio peso. Tutto chiaro?" " Si signore" " Allarga le gambe. Bene così. Dopo potrai riposare" Sono tutto un fremito, riposare è l ultimo dei miei pensieri in questo momento, anche se sono completamente sfinito, ma l'adrenalina è entrata di nuovo in circolo al pensiero di ciò che mi farà a breve. Mi accarezza la schiena. " Hai una pelle meravigliosa" sussurra al mio orecchio e poi comincia a baciare la mia colonna vertebrale mentre con le mani lambisce i miei capezzoli. Soffoco un gemito mentre il mio corpo ancora una volta si eccita al suo passaggio. Si stacca un attimo inserisce ancora una volta il preservativo, si sfila i jeans e li scaccia via. " Hai un culo meraviglioso Carlo Silvestri” me lo palpa poi scivola tra le natiche e affonda due dita dentro di me. " Sei sempre così stretto" sembra quasi stupito . " Non ci vorrà molto" Aspetto il suo assalto ma lui mi afferra i capelli e mi blocca la testa. Scivola lento dentro di me e quando è quasi fino in fondo da una spinta forte, il mio corpo si sbilancia in avanti. " Tieniti forte Carlo !" ringhia urlando. Stringo di più la colonna e spingo il sedere indietro andando incontro ai suoi colpi spietati, inesorabili. Non mi da tregua. Ancora, ancora e ancora. Per la prima volta ho paura dell'orgasmo che sta per travolgermi. Ho dolori ovunque, le braccia, le gambe perfino la testa mi fa male nella sua stretta inesorabile. Il suo attacco è brutale contro di me, dentro di me, geme e ringhia di piacere. Avverto una leggera accelerazione dei suoi movimenti poi improvvisamente si ferma. " Vieni per me Carlo, donami ancora una volta il tuo piacere" e sentendo il mio nome uscire dalle sue labbra mi lascio andare perdendo i sensi. Quando mi riprendo sono steso su di lui. Mentre mi accarezza quasi dolcemente, sussurra " Benvenuto nel mio mondo Carlo Silvestri”.
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