Capitolo 10

2693 Words
A svegliarmi è la luce del giorno appena cominciato. Mi stiracchio un po' per distendere i muscoli ancora indolenziti per tutta l'attività fisica che ho fatto ieri. Mi lascia stranito trovare Mirko di fianco a me. Dorme beatamente, sembra un bambino senza pensieri e senza paura, non ha nulla del perverso, arrogante, spocchioso maniaco del controllo. Lo osservo e vorrei toccarlo ma cerco di frenare il mio istinto per paura di svegliarlo. Lentamente cercando, di non far rumore, scendo dal letto per andare in bagno anche se resterei qui a guardarlo in eterno. È davvero bellissimo. Ha il viso rilassato e i capelli, sempre tenuti in perfetto ordine, ora sono sparati in modo disordinato sul cuscino, le labbra scure e ben definite sono contratte in un adorabile broncio. Se possibile mentre dorme è ancora più sexy. Penso a quello che è successo ieri tra di noi, a come mi ha fatto godere e arrossisco al sol pensiero. Apro una delle due porte che è lì di fronte a me e sono fortunato perché si tratta proprio del bagno che stavo cercando. È immenso, è addirittura più grande della mia camera da letto. Mi fa sorridere la presenza del doppio lavabo soprattutto perché a detta sua non ha mai dormito con nessuno. Uno di quei due lavandini non è mai stato utilizzato, forse io potrei essere il primo. Sempre se decido di accettare le sue condizioni, è stato chiaro niente contratto niente relazione ed io non so se sono pronto ad accettare ciò che mi chiede. Ma ora non mi va di pensare a ciò che succederà. Voglio godermi ogni attimo che passerò con lui finché me lo permetterà. Esco dal bagno e ritorno in camera, raccolgo dal pavimento una camicia, è di Mirko la indosso e vado in cucina. Ho fame. Prendo il mio cellulare inserisco le cuffie ed avvio la mia playlist e mentre canto girovago in cucina cercando di decidere cosa preparare per colazione. Non conosco i suoi gusti però ricordo che l'altra mattina in hotel mangiava un omelette. Apro il frigo e c'è una quantità enorme di uova le prendo separo i rossi dai Bianchi e preparo la stessa omelette. Per me invece preparo la pastella per i pancake tolgo il succo d'arancia dal frigo per non berlo troppo freddo e preparo il caffè intanto canticchio le canzoni che ascolto. Mentre ascolto una canzone faccio una giravolta e mi blocco di colpo trovandomi Mirko stranamente allegro seduto su uno degli sgabelli di fronte alla penisola. Arrossisco e mi tolgo le cuffie dalle orecchie. "Buongiorno signor Silvestri, vedo che sei in forma stamattina" "H-ho dormito bene" balbetto. Il suo sguardo soddisfatto e malizioso. "Chissà come mai" sogghigna " Comunque anche io ho riposato bene una volta tornati a letto" ci guardiamo negli occhi per un secondo e poi torno a preparare la colazione. " Spero tu sia affamato" uno strano luccichio negli occhi. " Non sai quanto" si lecca le labbra ed io fremo perché so che non si riferisce solo al cibo. " Per favore puoi apparecchiare non so dove sono le cose" Mirko salta giù dallo sgabello si avvicina mi mette la mano sul sedere e mi accarezza. " Sei indolenzito?" mi chiede passandomi un dito tra le natiche nude sotto la sua camicia e infilandone metà dentro di me. Sussulto, il mio membro si indurisce in un istante. Cristo santo ma come diavolo fa, non ne avrei mai abbastanza di quest'uomo. Sfila il dito e se lo porta alle labbra. Lo succhia. " Mmm........ sai di buono" cazzo, cazzo, cazzo. Ma tu sei matto, non puoi giocare così con me. " Allora ti fa male o no?" poggio i piatti sulla penisola. Lui recupera le tovagliette, due bicchieri, le posate e si siede. Batte la mano sullo sgabello di fianco a lui. " Siediti" le sue parole arrivano sempre come ordini. Sistemo i piatti sulle tovagliette e mi vado a sedere. Sussulto un pochino quando poggio il sedere sullo sgabello. Lui sorride. " Bene, bene abbiamo un culo dolorante qui" mi mordo il labbro imbarazzato. È un secondo e mentre infila in bocca una forchettata di uova con la mano libera afferra il mio membro che sbuca tra i bottoni della sua camicia. Cristo santo, quest'uomo non ha ritegno. " Voglio prima fare colazione e poi continuare l'addestramento quindi gradirei evitassi di morderti il labbro" e mentre dice quelle parole muove la mano su e giù sulla mia erezione e fa uscire un po' di liquido preseminale. Lo raccoglie con l'indice e lo porta alla bocca. " Mm uova e sperma un connubio perfetto" stringo forte le gambe alle sue parole. " Mangia Carlo.” No ma sul serio? Ora lui vorrebbe che io mangiassi? " Facciamo così tu mangi, io ti faccio godere ok?" "O-ok" la mia voce rotta dall'eccitazione. Calmo e impassibile riporta la mano sul mio membro e torna a muoverla su e giù. Mi dimentico di tutto butto la testa all'indietro e mi godo quella carezza. Si ferma di botto. Stronzo! " P-perché t-ti sei fermato?" " Il cibo Carlo. Tu non mangi. Io non ti do piacere. Regole e punizioni. Inizia ad imparare" lo guardo torvo. Non sta scherzando. Comincio a mangiare e lui ricomincia a muovere la mano su e giù. Ogni tanto si lecca un dito e lo passa sulla punta sensibile e rossa. Quest'uomo è talmente erotico. Il suo piatto è vuoto, la mia bocca piena dell'ultimo boccone. Finito il cibo la sua mano si ferma. No. Non puoi farmi questo. Lo guardo storto. Lui si alza soddisfatto. Recupera le stoviglie sporche dal bancone e le mette nella lavastoviglie. " Seconda regola. Io decido come e quando farti godere" " Ma" non mi da modo di dire niente. Mi fulmina con lo sguardo. Sono dolorante e insoddisfatto ed è lui che guarda male me. Maledetto, arrogante maniaco del controllo. " Visto che il tuo sedere è dolorante" si avvicina e mi sfiora una gamba e alza in lembo della camicia scoprendo la mia erezione dolorante e insoddisfatta " il tuo addestramento riguarderà le pratiche orali". Ricordo ancora le sue parole "voglio scoparti la bocca" e ancora una fitta di dolore e piacere. " Seguimi". Sembro un cane ammaestrato ma non posso fare altro. Lo desidero con tutto me stesso e l'unico modo per averlo è compiacerlo. Attraversiamo la camera ed entriamo nel bagno. Mirko senza dire nulla comincia a riempire la vasca. Veniamo distratti dal suono di un cellulare, il mio. " Deve essere Piero" " Non farmi aspettare troppo" mi bacia all'angolo della bocca stringendomi una natica. " Pronto" " Ah ma allora sei vivo?" " Ciao Pie" " Ciao Pie? No ma figurati non sono per nulla preoccupato visto che mi avevi promesso di chiamare e non l'hai fatto. Che c'è? Il tuo Dio del sesso ti ha sequestrato il telefono?" " Scusa è che sono stato distratto". " Distratto da cosa?". Vedo segnali d'allarme ovunque e una voce che continua a ripetermi accordo di riservatezza, accordo di riservatezza, accordo di riservatezza. " Pie ne possiamo riparlare stasera?" " Carlo stai bene?" " Si Piero sto bene. Mirko non è un mostro che mangia le persone. Sono vivo e ancora tutto intero" beh insomma tutto intero proprio no, ma questo non posso proprio dirglielo. " Ok, ok. Calma tigre. Lo avete fatto?" Non posso dirtelo. " Non mi va di parlarne per telefono. Torno stasera ok?" " Ok. Ca?" " Ti voglio bene. Sta attento" " Lo farò. A stasera". Torno da Mirko che mi aspetta impaziente. " Ci hai messo tanto" la sua voce è quasi infastidita. " Piero è apprensivo. L'accordo di riservatezza riguarda solo la stanza delle torture o tutto quello che succede tra noi?" " Torture? Credimi Carlo è solo piacere ciò che potresti provare in quella camera" i suoi occhi brillano di un'eccitazione diversa quando parla di quella stanza. " Perché mi fai questa domanda?" non posso dirgli che Piero è tanto curioso da voler sapere se abbiamo o no fatto sesso, quindi decido di dirgli una mezza verità. " Avrei delle domande sul sesso e vorrei chiedere a Piero" mi guarda con la coda dell'occhio. " Spogliati ed entra l'acqua diventa fredda" faccio come mi dice e mi immergo nella vasca. La sensazione è piacevole, l'acqua è bollente. " E non puoi farle a me queste domande?" si toglie la maglietta e contemporaneamente pigiama e slip. Mi dimentico di ogni discorso e fisso il suo corpo perfetto e perfettamente in tiro. Mi mordo il labbro a vedere la sua poderosa erezione che svetta tra una leggera peluria. " Fammi spazio" entra e si siede dietro di me, incastra le sue gambe alle mie e mi fa appoggiare con la schiena contro il suo petto. La sua erezione dura e vigorosa a spingere contro il mio sedere. Mi avvolge con le sue braccia e mi lecca tra il collo e l'orecchio ricominciando ad accarezzare la mia erezione. " Allora? Non puoi chiedere a me ciò che ti interessa sapere?" "Mmm" sospiro per le sue carezze " potrei ma non lo farò". Mi morde la spalla. Con la mano libera mi accarezza il ventre, mentre aumenta un po' la velocità dell’altra. Spinge il bacino contro di me per farmi sentire quanto è duro. " Ti prego accetta" sussurra al mio orecchio mentre la sua mano diventa implacabile. Più veloce, sempre più veloce. Su e giù, su e giù. Io mi contorco. " Accetta la mia proposta" ancora due stoccate e mi riverso sulla sua mano gridando il suo nome. " Voltati voglio guardarti" mi giro e lo vedo che si lecca via il mio piacere dalla mano. Prende la mia mano e se la porta tra le gambe. " Vedi l'effetto che mi fai?" afferro la sua erezione e comincio a muovere la mano proprio come lui ha fatto con me. " Cristo tu mi farai morire" si rilassa sotto il mio tocco. Si mantiene ai bordi della vasca e butta la testa all'indietro. " Ti prego non ti fermare" ha gli occhi chiusi e le labbra strette tra i denti. Sta godendo e sono io a farlo. Vedo la punta del suo membro a pelo con l'acqua e ripenso al suo " voglio scoparti la bocca" e allora abbasso la testa spalanco la bocca e lo accolgo. " Cazzo" urla sbarrando gli occhi. Lecco la punta roteando la lingua e poi scendo giù sulla sua lunghezza, è enorme. Succhio incavando le guance e lui si contorce. " Aaaaaaaaa...... aaaaaaaaaa riesci......ooooooo riesci ad andare più.....oddio Ca" la sua punta tocca la mia gola. Mirko comincia a spingere nella mia bocca, me la sta letteralmente scopando. Forte, veloce, senza pietà ed io gli vado incontro accogliendolo quasi fino a soffocare, fino alle profondità della mia gola. Succhio, lecco, mentre Mirko continua ad ansimare senza ritegno. Improvvisamente si irrigidisce. " Carlo se non vuoi che ti......oddioooooo, ti venga in bocca spostati. Ora" ma io non mi sposto, non mentre lo vedo godere così per merito mio. Ed eccolo, lo sento il fiotto bollente che scende giù per la mia gola. Ingoio tutto il suo piacere, fino all'ultima goccia. Mi alzo e mi metto di fronte a lui. " Lo avevi mai fatto prima" chiede con gli occhi lucidi, la testa reclinata all'i scuoto la testa. " No ma Francesco" alza la mano per fermarmi. " Chi è Francesco?" " Il mio ex" " Ok allora non voglio sapere" sorrido. " Perché sorridi?" alzo le spalle. " Non so sembri quasi..... geloso" mi fulmina e io rido di gusto. " Non sono geloso. E smettila di ridere" non ci riesco è più forte di me. Il suo sguardo cambia, mi rendo conto che sto esagerando e che potrei spazientirlo così cerco di ricompormi. " Non.sono.geloso" marca ogni singola parola. " Ok, ok ti credo. Allora ti è piaciuto" mi lecco le labbra. " È stato fantastico. Hai una dote naturale. Voto per le attività orali 10." Mi compiaccio di me stesso. Si alza ed esce dalla vasca, si avvolge una tovaglietta intorno alla vita e prende un asciugamano grande per me. " Fuori da lì forza" esco e lui mi avvolge. Mi bacia tirandomi indietro il ciuffo e spingendo il corpo contro il mio. È di nuovo eccitato. Cristo quest'uomo è insaziabile. " Ora siccome mi hai fatto godere meriti un premio". Mi trascina in camera da letto, mi toglie l'asciugamano e mi fa distendere. " Non ti muovere" " Che fai?" " Un secondo solo" recupera la cravatta blu di seta e mi lega di nuovo i polsi. Quest'uomo ha dei seri problemi ad essere toccato. " Non muovere le mani da dove sono" sbuffo. " Carlo vuoi che smetta?" mi rimprovera, lo voglio? Il suo sguardo è serio. " Ok non le muoverò" mi arrendo alla sua volontà, lo desidero troppo e non posso rischiare mi punisca. " Bravo bambino" mi bacia. Scende sul mio collo continuando a lasciare baci umidi, si ferma sui capezzoli disegnando il contorno con la lingua e poi mordendoli. Oddio. Poi riprende la sua discesa e si ferma all'ombelico, mentre con le mani mi accarezza i fianchi, lo invade con la lingua e poi scende tra le mie gambe. Non posso guardare. È troppo per me. Passa il naso tra i peli pubici ed inala forte. " Hai un profumo delizioso, Signor Silvestri “ e poi lecca la mia lunghezza. Sto per morire. " Di solito non è mia abitudine restituire il favore. Ma visto che sei stato bravo" prenda la punta tra le labbra e la succhia " oggi farò un eccezione". Lo ingloba fino a sfiorarmi il pube col naso e poi si raddrizza. È inginocchiato tra le mie gambe. Si toglie l'asciugamano, mi afferra per la caviglia e si porta un piede alla bocca. Lecca dito per dito fino ad arrivare al mignolo che morde. Una fitta di piacere mi invade e lui osserva ogni mia reazione. Passa all'altro piede. " Oh ti prego" " Bisogna saper attendere, Signor Silvestri” Piano piano risale la mia gamba, leccando, mordendo ogni lembo di pelle. Si ferma all'inguine e comincia a succhiare. È una sensazione meravigliosa, il mio corpo diventa impaziente. Finalmente si dedica al mio membro. Lo lecca sulla punta, lo ingloba fino in fondo e succhia, ogni volta. Lecca, ingloba, succhia. Lecca, ingloba, succhia. Il mio corpo si irrigidisce. Ho la testa buttata all'indietro e gli occhi chiusi. Lui mi infila un dito dentro e con il dito si muove all'unisono con la bocca. Non posso più resistere mi disintegro sotto il suo tocco e mentre cerco di calmare i miei fremiti lui si infila un preservativo ed entra dentro di me. È una sensazione dolorosa e piacevole al tempo stesso. Si muove lentamente. " Mi piace stare dentro di te. Come ti senti?" " Bene. Mi sento dannatamente bene". Aumenta le sue spinte, diventa sempre più implacabile fino a portarmi di nuovo sull'orlo del piacere. " Vieni per me piccolo" ed esplodo nuovamente. Lui da un'ultima spinta e mi segue nel piacere. Crolla sul mio corpo. Gli butto le mani legate al collo cercando un contatto. Si alza sui gomiti e mi guarda negli occhi. " Vedi come stiamo bene?" è ancora dentro di me. " Se ti affidi a me ti porterò in luoghi che nemmeno immagini" oddio, meglio di così? Non può essere, non ci può essere niente meglio di questo. O forse sì. Improvvisamente sentiamo delle voci e cerchiamo di capire a chi appartengono. " Se è ancora a letto sarà malato. Mirko non è mai a letto a quest'ora" " Signora Sebastiano la prego" riconosco la voce di Fabio che implora la sua interlocutrice, forse per paura di una reazione negativa da parte di Mirko, di fermarsi. " Fabio non mi impedirai di vederlo" " Signora la prego non è da solo" " Che vuol dire che non è da solo?" " C'è qualcuno con lui" sospira sconfitto, sperando finalmente di essere ascoltato e di impedire che entri in camera. Mirko mi guarda con sguardo fintamente inorridito. " Cazzo! È mia sorella".
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