Capitolo 9

1761 Words
Mirko si sposta dal mio corpo e recupera la sua cravatta di raso blu. Se la mette tra i denti e ritorna a posizionarsi tra le mie gambe. " Allunga le mani sulla testa e uniscile" " Che vuoi fare?" " Devi fidarti Carlo. Ti ho promesso del sesso vaniglia e del sesso vaniglia avrai, però devi affidarti a me. Completamente”. Porto le mani sulla testa e le unisco, lui me le lega con la cravatta. " Non muoverle da lì ok?" annuisco. " Bravo bambino" e mi lecca le labbra. Scende dal letto e prende un mio piede tra le mani, mi passa la punta delle dita sul collo del piede e poi bacia il percorso che hanno fatto le sue dita. Oddio, mi ha baciato solo un piede e sono già duro come il marmo. Il mio membro è dolorante, se potessi mi darei un po' di sollievo da solo ma le mani legate me lo impediscono, questo accentua ancora di più il piacere. Guarda attento le mie reazioni avvicinando il suo viso al mio. Le nostre bocche si incontrano. Gemo aprendola in un gesto di invito che lui accoglie. Tremo quando fa scorrere la sua lingua sulla mia lentamente, seducendo la mia bocca. Oh mi piace questo Mirko. Non c'è nulla del dominatore in lui in questo momento. Mi accarezza lungo i fianchi con la punta dell'indice facendomi rabbrividire. Sollevo il bacino mentre la pressione si concentra tutta tra le gambe. È una droga non potrò più fare a meno del suo tocco. I nostri bacini si scontrano. Gemiamo. "Potrei perdermi in te" sussurra sulla mia bocca. Mi bacia il petto, le spalle, il collo, lecca la mascella fino a tornare sulle mie labbra, mentre improvvisamente la sua mano finisce nei miei slip. "Sei così deliziosamente grosso. Dio quanto ti voglio". Mi sposta gli slip infila un dito dentro di me, facendomi urlare. Avvolge la sua mano intorno alla mia erezione e urlo ancora. Continua a spingere dentro di me, sempre più forte. Gemo. In un impeto di eccitazione mi strappa gli slip e si toglie i boxer. Recupera un preservativo. Allarga ancora di più le mie gambe. Infila il preservativo. Il suo membro è enorme. Vede il mio sguardo perplesso per la sua enorme magnificenza e cerca di tranquillizzarmi. "Stai diventando sempre più largo, tranquillo" sussurra ruota le dita, che nel frattempo sono diventate due, dentro di me. Afferra la mia testa mi guarda dritto negli occhi "Sei sicuro?". "Ti prego" lo supplico. "Alza le ginocchia" eseguo l'ordine. " Sto per fotterti, Signor Silvestri “ sussurra. Si posiziona davanti alla mia entrata " senza pietà" ed entra dentro di me. "Aaaaaaaaa" urlo. Un dolore atroce, mentre lui lacera la mia verginità Si ferma. Mi guarda soddisfatto. Ha il respiro affannoso. "Sei così meravigliosamente stretto. Stai bene?" Annuisco. Mi sento riempito. Completamente. Lui resta fermo, lasciando che mi abitui all'enorme invadente sensazione di averlo dentro di me. "Ora inizierò a muovermi, piccolo". Indietreggia lentamente, chiude gli occhi, geme e si immerge di nuovo dentro di me. " Ancora?" chiede con voce roca. "Si" gemo. Lui torna alla carica ancora, ancora e ancora e io lo accolgo dentro di me. "Ancora?" sussurra. " Si" lo supplico e lui si muove senza più fermarsi. Si appoggia con i gomiti ai lati della mia testa. Mi tiene intrappolato sotto di se. Piano piano che il mio corpo si abitua alla sua presenza vado incontro alle sue spinte muovendo i fianchi. Accelera. Io gemo lui aumenta ancora di più la velocità. Cerco di mantenere il suo ritmo. Mi afferra e mi bacia con violenza mordendomi il labbro inferiore. Sento l'orgasmo montare dentro di me. Mi irrigidisco mentre lui continua imperterrito a spingere. Il mio corpo è tutto un fremito , mi inarco, un velo di sudore ad imperlare la mia fronte. Oddio. È una sensazione magnifica. Mi tendo fino al limite. " Vieni per me, Carlo" sussurra e le sue parole mi danno il colpo di grazia. Mi disintegro nell'orgasmo. Urla il mio nome mentre anche lui raggiunge l'apice del piacere continuando a spingere forte. Si ferma e si svuota completamente dentro di me. Cerco Di regolarizzare il battito e il respiro. È stato.....wow. Non riesco a trovare altri termini all'altezza di ciò che è appena successo tra di noi. Gli ho donato la mia verginità e so che non potevo affidarla in mani migliori . Lo guardo, ha gli occhi chiusi, la fronte appoggiata alla mia, il fiato corto. Dopo il sesso, se possibile è ancora più bello. Improvvisamente i suoi occhi si aprono e sono scossi ma dolci. Mi bacia la fronte, mi slega ed esce dal mio corpo. È una strana sensazione, di vuoto. " È stato doloroso?" è al mio fianco appoggiato su un gomito. Sorrido. "Mi chiedi se è stato doloroso?" " Colgo l'ironia Carlo " mi osserva. "Davvero stai bene?" Mi stiracchio sono tutto indolenzito ma rilassato. Gli sorrido, non riesco a smettere di sorridere. È stata la prima volta migliore che potessi avere. Non pensavo che il mio corpo potesse liberarsi in modo così piacevole e gratificante. "Smettila di morderti il labbro e rispondi alla mia domanda" sembra quasi adirato. Gli sorrido maliziosamente. " Mi piacerebbe rifarlo" sussurro. Sembra sollevato. "Adesso, Signor Silvestri?" mi bacia all'angolo della bocca. "Sei molto esigente sai? Girati dall'altra parte". Faccio come mi chiede. Mi accarezza. "Hai una pelle bellissima". Incastra le gambe con le mie e ha il petto contro la mia schiena. Sento i bottoni della camicia contro la mia pelle, mentre mi bacia il collo e le spalle. "Perché non hai tolto la camicia?” si blocca, esita un momento e poi la toglie e si sdraia di nuovo dietro di me. "Quindi vuoi che ti fotta di nuovo?" sussurra al mio orecchio e mi lascia caldi baci sul collo. Una mano scende giù per il mio corpo e accarezza la vita, il fianco, la coscia fino al ginocchio. Me lo solleva. Che vuole fare ora? Si sistema tra le mie gambe. "Sto per prenderti da dietro, Carlo" con una mano mi accarezza il sedere con l'altro afferra i capelli alla base della mia nuca per tenermi fermo. "Sei mio, solo mio ricordalo" la sua voce roca è cosi eccitante. Sento la sua erezione dura contro la mia coscia. Allunga una mano per accarezzarmi tra le gambe. Il suo naso nel mio collo, inspira forte. "Hai un profumo meraviglioso" continua ad accarezzare il mio membro, i miei fianchi si muovono per assecondare i movimenti della sua mano. "Non ti muovere" ordina con tono dolce ma severo. Piano piano la sua mano raggiunge il mio ano. Mi infila dentro un pollice. Gemo. " Ti piace?" Chiede in un sussurro mentre flette il pollice dentro e fuori. Chiudo gli occhi cercando di controllare il respiro. Gemo ancora. "Sei così impaziente e sensibile Carlo. Questo mi piace da morire". Lascia la mia erezione e porta la mano al mio viso. "Apri la bocca" me lo dice infilandomi il pollice tra le labbra. " Guarda che buon sapore hai" è una cosa erotica da morire. "Succhia!" e lo faccio. " Voglio scoparti la bocca e presto lo farò". La sua voce ancora più roca per l'eccitazione, il respiro sempre più pesante. Prende un altro preservativo, mentre lo apre io continuo ad ansimare. "Stavolta faremo pianissimo" e mentre lo dice entra dentro di me, fino in fondo. Ora sento molto di più la sua presenza. Gemo forte, lui ruota i fianchi scivola indietro, si ferma e poi affonda. La sua lentezza mi fa impazzire. "Sto bene dentro di te" mormora facendomi fremere. Sono vicino all'orgasmo. " Oh no piccolo, non ancora" esce dal mio corpo. Aspetta che il fremito si arresti e poi ricomincia tutto da capo. " Ti prego" supplico. Il mio corpo brama il piacere. "Voglio che domani ogni volta che ti muoverai, ti ricordi che io sono stato qui, solo io, sei mio." Gemo di piacere. " Ti prego Mirko". " Dimmi cosa vuoi" gemo più forte. Lui esce e rientra sempre in modo lento. "Dillo" "Ti voglio". Accelera. Fremo. Aumenta il ritmo. "Ti Voglio da morire". Ansimo. " Sei mio. Vieni per me" e le sue parole segnalo la mia fine. Esplodo urlando il suo nome. Due spinte violente e Mirko mi segue crollando sulla mia schiena, il viso tra i miei capelli. " Cristo Ca". Esce dal mio corpo ed io cado in un sonno profondo, stremato dal piacere. Quando mi sveglio, fuori è buio e Mirko non c'è. Sento il suono del pianoforte, è una melodia triste. Mi avvolgo nella coperta e raggiungo il salone. Lui è lì al piano. È immerso in quella musica. Suona divinamente. Mi poggio alla porta e lo osservo per qualche secondo. Pian piano mi avvicino, guardo le sue dita esperte scorrere sui tasti. Lui alza lo sguardo e mi vede, ha un'espressione indecifrabile. "Non volevo disturbarti" mormoro. "Forse dovrei dirlo io a te". Smette di suonare, si alza e mi raggiunge, è a torso nudo e indossa i pantaloni del pigiama che gli cadono morbidi sui fianchi. È bello da togliere il fiato. "Dovresti essere a letto" il suo è un rimprovero. Decido di ignorarlo. "Era un brano magnifico ma molto triste e malinconico". Sorride. "A letto" ordina. " Mi sono svegliato e tu non c'eri". " Faccio fatica a prendere sonno e non sono abituato a dormire con un'altra persona". È strano sembra quasi.....abbattuto. Mi circonda i fianchi e mi accompagna verso la camera. "Sei bravissimo. Da quanto suoni?" " Da quando avevo 8 anni. Come ti senti?" "Bene". Guardiamo entrambi il letto ed è la prova evidente del mio piacere. Arrossisco a quella macchia tra le lenzuola. "Beh, ora la mia governante avrà qualcosa su cui fantasticare". Mi solleva il viso per guardarmi negli occhi. Solo ora mi rendo conto che è la prima volta che lo vedo a petto nudo. Allungo la mano per toccare la leggera peluria a suo centro. Lui indietreggia. "Vai a letto" il suo tono è severo. "Ti raggiungo subito" addolcisce la voce. Lascio cadere la mano, sconfitto da quello contatto mancato. Ecco perché mi ha legato prima, non vuole essere toccato. Di cosa hai paura Mirko Sebastiano? Indossa una t-shirt. "A letto forza" Ci stendiamo e lui mi stringe da dietro inspira il mio odore e mi bacia dietro la nuca. " Dormi Carlo" sussurra, e io chiudo gli occhi ma non posso evitare di provare un velo di malinconia per il suo comportamento. Mirko Sebastiano ha un lato triste.  
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