La prima sensazione che avverto entrando nella stanza è l'odore forte ed acre di Pelle e Cuoio.
La stanza è illuminata da una luce soffusa, il colore predominante è il rosso.
Sulla parete di fronte a me ci sono due enormi travi di legno che si incrociano a formare una X con cinghie sui quattro lati.
Sopra di essa una rastrelliera che sporge dal soffitto da cui pendono ogni tipo di corde, manette e catene.
Sulla parete vicino alla porta ci sono due aste lunghe lucide a cui sono appoggiati innumerevoli fruste, frustini e altri strani oggetti dalla consistenza morbida, di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza.
Di fianco alla porta c'è anche una cassettiera di mogano, chissà cosa contiene.
Non sono tanto sicuro di volerlo sapere.
In fondo alla stanza di lato c'è una panca di pelle rossa imbottita e alla parete un'altra rastrelliera che raccoglie falli di diverse dimensioni e spessore.
Al centro della parete in fondo alla camera padroneggia un enorme letto a baldacchino sotto i cui drappi scintillano altre catene e manette.
Sul letto non ci sono lenzuola ma il materasso è ricoperto di pelle rossa con diversi cuscini di raso posizionati di lato.
A pochi metri di distanza in una posizione strana, perché girato verso il letto, c'è un ampio divano di pelle rossa.
Alzo la testa e guardo il soffitto da cui penzolano numerosi moschettoni, chissà a cosa serviranno.
Faccio qualche passo in avanti e mi guardo intorno.
Sono stravolto.
Tutto mi aspettavo fuorché questo.
Uno degli strani oggetti dalla consistenza morbida che si trova tra le varie fruste attira la mia attenzione.
Mi avvicino per guardarlo meglio, è tipo un gatto a nove code ma con delle palline di plastica annodate all'estremità.
Lo sfioro con le dita, incuriosito.
"È un flagellatore" la voce di Mirko è dolce e pacata.
Sono sotto shock.
Quale dovrebbe essere la reazione alla scoperta che un probabile amante sia un sadico o un masochista?
La sensazione che provo è....... di paura.
Ma è strano perché non ho paura di lui, inconsciamente so che non mi farebbe mai del male, non contro la mia volontà.
Mi inoltro ancora di più nella camera e mi avvicino al letto sfiorandone con le dita la pelle rossa.
Mi volto verso Mirko per guardarlo, mi sta osservando con attenzione, è teso e scruta ogni mia reazione.
La cosa strana di questa stanza è che tutto questo legno, le luci soffuse e la pelle rossa rendono l'atmosfera intima e quasi romantica.
" Carlo di' qualcosa" mi supplica in tono dolce.
Ruoto su me stesso indicando ciò che ci circonda.
" Sei tu a fare questo agli altri o sono gli altri a farlo a te?"
"Agli altri?" sembra riflettere sulla mia domanda "lo faccio agli uomini che lo desiderano".
"Se hai già dei volontari mi spieghi la mia presenza qui".
"Perché vorrei fare tutte queste cose con te, lo vorrei tanto Carlo.” È nella sua voce c'è passione, desiderio, la lussuria traspare dal suo sguardo che continua a percorrere ogni centimetro del mio corpo, come se fossi nudo.
" Sei un sadico?"
"No, sono un dominatore".
"E questo cosa significa?"
"Significa che voglio che ti abbandoni completamente a me, in tutto".
" E perché dovrei farlo?"
" Per compiacermi" e nell'esatto istante in cui lo dice mi rendo conto che compiacerlo è tutto ciò che desidero.
Voglio che tragga da me un godimento folle.
"E come dovrei fare per compiacerti?"
"Ho delle regole e voglio che tu le rispetti. Sono per il tuo bene e il mio piacere, se le rispetterai ti ricompenso, se non lo farai ti punisco. Così imparerai."
"E quando entra in gioco tutto questo armamentario?" chiedo guardandomi nuovamente intorno.
"È compreso nel pacchetto ricompense e punizioni".
" E io cosa ci guadagno da tutto questo?".
Si stringe nelle spalle con fare imbarazzato.
" Me" risponde con semplicità.
" Torniamo di sotto, non riesco a concentrarmi. Averti in questa stanza mi distrae".
Mi allunga una mano, ma io non la afferro.
" Non ti farò del male Carlo" e so che sta dicendo la verità.
Prendo la sua mano e lo seguo fuori dalla "Suite del piacere".
Non mi porta di sotto però, gira a destra e superiamo numerose porte fino ad arrivare all'ultima.
" Ti faccio vedere cosa ti aspetta se accetterai".
Entriamo in una camera tutta bianca, asettica e impersonale, completamente diversa da ciò che ho visto fino a questo momento, in compenso la vista è mozzafiato.
" Questa sarà la tua camera. Potrai fare tutte le modifiche che vorrai" sono perplesso.
" Non capisco. Vuoi che mi trasferisca qui?" se pensa che lo farò è un pazzo.
"Non in pianta stabile. Solo nei fine settimana. Dobbiamo discutere dei dettagli, trattare, naturalmente se decidi di accettare."
" Quindi dormirei in questa camera?"
" Si".
" Non con te?".
" No Carlo. Te l'ho detto io non dormo con nessuno. L'altra notte è stata un'eccezione. Forza scendiamo giù sarai affamato".
" In verità ho perso completamente l'appetito".
" Mangerai lo stesso. Forza andiamo" è ritornato il solito arrogante, spocchioso maniaco del controllo.
Torniamo di sotto e lui si avvia alla cucina, lo seguo.
" Accomodati" mi ordina, indicandomi uno degli sgabelli di fronte alla penisola.
Mi siedo mentre lui tira fuori dal frigo un tagliere con dei formaggi e della frutta fresca.
" Carlo so perfettamente che ti sto portando su un cammino tortuoso per questo voglio che tu sia assolutamente sicuro. Avrai delle domande".
Si ne ho tante, non so da dove cominciare.
Vede la difficoltà nel mio sguardo.
Sono perso, non so cosa pensare.
Di lui.
Di questa situazione.
" Puoi chiedermi ciò che vuoi e io risponderò, a questo serve l'accordo di riservatezza".
" Hai parlato di scartoffie, di che genere?".
" A parte l'accordo, un contratto che dirà cosa possiamo o non possiamo fare. È un atto consensuale il nostro, Carlo." E ogni volta ripete il mio nome, come se farlo lo facesse stare bene.
" E se decido di non accettare?"
" Fa lo stesso"
" Ma non avremo nessun tipo di relazione, giusto?"
" Giusto".
" Perché?"
" Perché questo è l'unico tipo di relazione che desidero avere".
Non riesco proprio a capirlo.
" Hai parlato di regole. Di che tipo?"
" Ne ho un elenco nel mio studio dopo te lo mostro. Ora mangia qualcosa".
Prendo qualche fragola e dei pezzettini di formaggio, non riesco a mangiare nulla di più.
" Vuoi un altro po' di vino?"
" Si grazie" il vino mi rende audace, così potrò continuare a fare domande anche scomode.
" È da molto che lo fai?"
" Si"
" E ci sono molti uomini disposti ad accettare?"
" Oh Carlo ne resteresti stupito".
" E allora perché io?"
" Te l'ho detto, non riesco a starti lontano. Ti desidero da impazzire, soprattutto ora che ti stai mordendo quel labbro".
Non me ne ero nemmeno reso conto che me lo stavo mordendo, lo libero dalla stretta dei miei denti.
Lui vuole me, questo perverso, arrogante, affascinante, sexy maniaco del controllo vuole me.
" Quanti uomini?" chiedo disinibito dall'alcool.
"13" avrei pensato molti di più.
" Per periodi lunghi?"
"Solo con alcuni".
" Hai mai fatto del male a qualcuno?"
" Si".
Oh mio Dio.
" In modo grave?"
" No"
" E a me ne farai?" mi guarda sconcertato.
" In che senso?"
" Fisicamente mi farai del male?"
" Se non rispetti le regole ti punirò e non sarà piacevole".
Piero aveva ragione, avrei dovuto stargli lontano. Questo uomo è pericoloso per la mia sanità mentale.
Mi sento molto a disagio, mi muovo nervoso sullo sgabello, Mirko mi fissa cercando di capire il mio stato d'animo.
" Ti vedo un po' .....perplesso se così si può dire".
" È che mi sento molto a disagio in questo momento".
" L'ho notato. Di cosa hai paura Carlo?".
" Non si tratta proprio di paura" si passa nervoso la mano tra i capelli, sembra esasperato.
" Carlo devo dirmi ciò che ti mette a disagio, possiamo parlarne. Io voglio davvero che funzioni questa cosa".
Mi prendo un momento per ponderare bene cosa dire, questo è il momento della verità.
Faccio un profondo respiro.
" Mirko, tutto questo parlare di contratti, regole da rispettare sono tutte cose che io non capisco. Non capisco perché lo fai e non capisco perché tu voglia farlo con me".
" Te l'ho detto. Ti desidero Carlo. E questo è il mio modo di vivere una relazione."
" È questo il problema. È il tuo modo non il mio."
" Hai deciso di dire di no?"
" Non lo so. Cristo Mirko, io ho avuto solo un fidanzato. Siamo stati insieme per poco e...." mi fermo abbasso lo sguardo e arrossisco.
" Dio Carlo parla" mi ordina irritato.
" Ecco noi non ...... Siamo mai arrivati fino in fondo" è sconvolto dalle mie parole, ha la bocca spalancata.
Il bicchiere di vino che aveva tra le mani cade rovinosamente sul pavimento frantumandosi.
Inizia a camminare agitato.
" Cristo Carlo tu, tu.....oddio" Fa avanti e indietro con le mani nei capelli, se li tira.
" Carlo tu sei...... non riesco neanche a dirla quella parola. Aaaaaaaaa perché non me lo hai detto prima".
" Mi dispiace" abbasso lo sguardo.
" Ti dispiace Ca? Lo capisci che ti ho fatto entrare in quella stanza, tra manette, fruste e falli e tu non hai mai fatto sesso."
" Lo so".
" Sei sconvolto?" mi chiede preoccupato.
" Un pochino".
" Vuoi andare via?" la sua voce è preoccupata.
Scuoto la testa.
Mirko tira un sospiro di sollievo.
" Bene. Vieni con me".
" Dove?"
"Dobbiamo risolvere questa faccenda".
" Quale faccenda?"
" La tua. Voglio fare l'amore con te".
" Sempre che tu lo voglia sia chiaro" aggiunge.
" E il contratto?"
" Penseremo dopo a quello. Ora cominciamo con l'addestramento e cosa c'è di meglio del buon vecchio sesso vaniglia?"
" Sesso vaniglia?" chiedo curioso di quel termine.
" Si Carlo sesso vaniglia è un altro modo di dire “ fare l'amore"
" Mi piace il nome sesso vaniglia"
" Oh credimi farlo ti piacerà ancora di più" e mi trascina in quella che credo sia la sua camera.
È lì di fronte a me in tutta la sua bellezza, mi guarda con desiderio, ha una luce tutta nuova negli occhi.
Si spoglia della giacca e la butta sul pavimento, scalcia via le scarpe, non mi toglie gli occhi di dosso.
" Hai 24 anni mi spieghi come hai fatto a non fare mai sesso?" me lo chiede mentre continua a spogliarsi.
" Non lo so, forse aspettavo te" sorride compiaciuto della mia risposta.
Mi mordo il labbro.
" Cristo Carlo lascia quel labbro o giuro che non rispondo più di me" sorrido compiaciuto dell'effetto che ho su di lui.
È davanti a me e ha solo i boxer addosso e la camicia aperta, la sua eccitazione fatica a restarci dentro, dio è enorme.
Mi lecco le labbra al pensiero di ciò che sta per accadere.
Si avvicina.
" Sei troppo vestito" sussurra sulle mie labbra e mi spoglia.
Una volta che anche io resto solo in slip mi spinge sul letto e si posiziona tra le mie gambe.
Oddio sto per fare del sesso vaniglia con Mirko Sebastiano.
Allungo una mano per toccarlo, lui scuote la testa.
" Non puoi".
" Non posso?"
" Tu ora devi solo godere. Sei pronto?".