Capitolo 7

2497 Words
Usciamo dall'hotel e ci dirigiamo al parcheggio. Mirko mi apre lo sportello ed io salgo sul suo SUV nero. Nessun riferimento a quello che è successo pochi minuti prima nell'ascensore. Sembra tornato l'uomo freddo e distaccato di sempre. Mette in moto l'auto e ci dirigiamo verso casa mia. Preme un tasto sul volante e parte una musica dolce e rilassante, sembra il brano di un'opera lirica. Improvvisamente la musica si interrompe e dallo stereo parte la suoneria di un cellulare. Preme un pulsante sul volante per rispondere. " Sebastiano” " Salve dottore le ho inviato copia dell'accordo di riservatezza" " Bene Andrea c'è altro?" " No dottore è tutto" " Allora ci vediamo tra poco in ufficio. A dopo" e attacca la telefonata. Con i suoi dipendenti è fin troppo autoritario, il solito maniaco del controllo. Riparte la musica e mi beo della dolcezza di quella melodia. Appena la canzone finisce mi volto per guardarlo. " Potrei riascoltare quella canzone?" " Certo" mi sorride, sembra quasi un ragazzo della sua età, è tranquillo e spensierato forse la chiave per arrivare al suo cuore è proprio la musica. Il telefono riprende a squillare, è così la sua vita? Sempre al telefono? "Sebastiano” risponde. “Pronto Mirko ci hai dato dentro?" arrossisco immediatamente. Mirko mi guarda con sguardo di scuse per la mancanza di stile del sul amico. "Ciao Marco sono in vivavoce e non sono solo" sospira. "Con chi sei?" " Carlo Silvestri “ "Ciao Carlo “ " Ciao Marco" " Ho sentito molto parlare di te" Mirko aggrotta la fronte. " Non ascoltare ciò che ti dice Piero" Marco ride. "Marco sto riaccompagnando Carlo" metto un particolare accento sul mio nome "ti serve un passaggio?" "Sarebbe fantastico" " Stiamo arrivando" riattacca. " Carlo " lo guardo con la coda dell'occhio "quello che è successo in ascensore non accadrà più a meno che non venga deciso prima" parcheggia davanti casa mia. Perché non vuole più baciarmi? Mi intristisco a quel pensiero. Scende dall'auto e mi viene ad aprire la porta è sempre galante. " A me è piaciuto ciò che successo in ascensore" sussurro uscendo dall'auto. Mi pare di sentirlo sussultare alla mia frase, come se quelle parole lo avessero stupito, eppure mi sembra di avergli dimostrato il mio interesse. Nonostante ciò ma decido di sorvolare, avremo modo di approfondire in un'altra occasione. Entriamo in casa Piero e Marco sono seduti in sala da pranzo. Piero ha il sorriso che campeggia sul suo volto, l'aria rilassata, lo sguardo perso, proprio come dopo una sana e appagante scopata. Mirko mi segue in salotto sotto lo sguardo sospettoso di Piero che lo osserva con diffidenza. "Ciao Ca" mi abbraccia e poi fa un passo indietro per osservarmi. " Buongiorno Mirko" il suo tono è ostile. "Signor Padovan" è rigido, questi due non si piacciono. "Mirko si chiama Piero" sbuffa Marco. " Piero" ripete il saluto chiamandolo per nome, non prima di aver lanciato un'occhiataccia al suo migliore amico, il quale si alza e mi saluta con un abbraccio. "Ciao Marco" io sorrido e mia accorgo che mi sto mordendo il labbro. "Marco dobbiamo andare” dice con tono gentile Mirko guardando però me e le mie labbra strette tra i denti. E lo vedo dai suoi occhi che si sta trattenendo, che vorrebbe davvero morderle lui, e sorrido. Sì, sorrido perché sono felice, felice di sapere che anche io ho un ascendente su di lui, che anche lui mi desidera come lo desidero io, come non ho mai desiderato nessuno prima di lui. "Ok" Marco si gira e stampa un bacio sulle labbra a Piero. Abbasso lo sguardo imbarazzato dalla loro sfacciataggine. Guardo Mirko che mi sta fissando. Come vorrei essere baciato così anch'io. Marco continua a baciare Piero, senza alcun imbarazzo. "A più tardi dolcezza " dice. Piero ha gli occhi a cuoricino. Mirko alza gli occhi al cielo e poi mi guarda divertito. Mi accarezza i capelli e poi la guancia, quel semplice contatto mi fa perdere il fiato, mi appoggio con la guancia sul palmo della sua mano, mi rivolge uno sguardo dolce e mi accarezza il labbro inferiore. Oddio che sensazione meravigliosa. " A più tardi piccolo" quelle parole suonano così strane dette da lui. "Passo a prenderti alle 8:00" si gira ed esce di casa insieme a Marco. "Allora raccontami tutto" Piero è curioso. Sono io che dovrei chiedere, è lui quello con la faccia da pesce lesso è l'aspetto di chi ha appena smesso di rotolarsi nelle lenzuola, e non di certo per dormire. "Non c'è molto da raccontare" sbuffo “Invece tu hai molto da raccontare" dico con un pizzico di invidia. Piero è bello, sexy, sfacciato, è un artista, è smaliziato. È tutto ciò che non sono io. " Stasera lo rivedo" è così felice, non riesce a tenere a freno l'entusiasmo. "Mirko stasera mi porta all'isola di Gobi" "L' isola di Gobi ?" chiede confuso. "Si" annuisco, dando più enfasi alla mia risposta “Ha una casa lì, ci andremo in elicottero" “Come?” urla “Ma tu sei pazzo? Cosa risalta in mente?” “Dai Piero ti prego “ sbuffa ma evita di continuare la sua ramanzina. "E pensi succederà qualcosa tra voi?" " Lo spero proprio" " Vi siete baciati?" chiede incuriosito. Penso a quello che è successo in ascensore. Arrossisco. " Una volta" "Solo una volta ?" chiede incredulo. Sollevo le spalle per far capire che non è dipeso da me. "Stasera dovrai essere irresistibile. Il mio amico strafigo nessuno lo bacia solo una volta” mi da una pacca sul sedere “ Su, su andiamo”. O no ora che intenzioni avrà. Passiamo tutto il tempo che rimane, prima del mio turno di lavoro, a scegliere cosa indossare, aggiustare i capelli, sistemare la barba. Quando arrivo a lavoro, con circa 15 minuti di ritardo, a causa di Piero, vengo accolto da un fischio di apprezzamento del mio collega Matteo, a cui do il cambio da 4 anni. Sorrido imbarazzato e vado al mio posto, cercando di non rovinare il lavoro che Piero a fatto su di me. Il turno di lavoro è abbastanza noioso, anche se c'è molto da fare. Nel pieno della stagione estiva gli scaffali si svuotano facilmente e devo rifornirli. È un lavoro meccanico e abbastanza noioso e mi lascia tanti tempo per pensare. Devo trovare il modo di risolvere la situazione tra Mirko e Piero, è il mio migliore amico e non mi piace la piega che sts prendendo il suo rapporto con Mirko, non si fida di lui. E poi devo risolvere il problema Gianluca che da quella sera è diventato invadente tra telefonate e messaggi. Non gli ho mai risposto. Sono molto arrabbiato con lui. E poi penso a lui, a mister maniaco del controllo. Ha accennato a delle scartoffie e io non so cosa devo aspettarmi, non riesco a fare alcuna ipotesi Che tipo di documenti possono caratterizzare il nostro rapporto. Pensando e rifornendo arrivo a fine turno. Mirko arriva in perfetto orario e mi aspetta appoggiato all' auto. Quando mi avvicino mi apre la portiera con il suo solito gesto galante. "Buonasera Signor Silvestri “ "Dottor Sebastiano” saluto educatamente entrando in macchina. Fabio è al suo posto di guida. "Buonasera Fabio." "Buonasera Signor Silvestri" il suo tono è molto professionale. Mirko si siede di fianco a me e mi stringe la mano. Quel contatto mette subito in allerta i miei sensi. "Com'è andata al lavoro?" mi chiede. "È stato noioso" la mia voce è bassa e eccitata. "Anche la mia giornata lo è stata". "Cosa hai fatto?" " Sono stato in giro con Marco" mi accarezza il dorso della mano con il pollice, il respiro aumenta e il cuore sembra fermarsi. Quando l'auto si ferma sono un po' confuso. Dove può essere l'elicottero visto che siamo in centro città e qui non si può né decollare né atterrare. Mirko mi raggiunge e mi prende per mano. "Sei pronto?" annuisco soltanto. Salutiamo Fabio ed entriamo in un edificio avviandoci agli ascensori. Il ricordo del nostro bacio torna prepotente, Mirko sorride e capisco che ci sta pensando anche lui. Entriamo in ascensore e appena le porte si chiudono sento quella strana attrazione tra noi. Chiudo gli occhi cercando di ignorarla, per fortuna sono solo pochi piani. Le porte si aprono sul tetto dell'edificio dove fa da padrone un elicottero nero con la scritta Sebastian Grey sul lato. C'è un uomo ad aspettarci che consegna il piano di volo a Mirko, che sento per la prima volta ringraziare il suo interlocutore. "Andiamo" mi apre la portiera e mi indica il posto dove sedermi. "Non toccare niente" mi ordina. Sale dietro di me e chiude la porta. Mi accomodo e Mirko mi allaccia la cintura di sicurezza che è un imbragatura che mi impedisce ogni movimento. " Sei al sicuro non puoi scappare" sussurra. Mi accarezza la guancia, poi prendere il mento con indice pollice e mi dà un rapido bacio a stampo che mi stordisce per l'inatteso contatto. "Infilati quelle” mi dice indicandomi le cuffie. Le indosso e le pale iniziano a roteare, il rumore è assordante. Esegue i controlli preliminari e poi comunica alla torre di controllo il piano di volo che ci dà il permesso di decollare. "Sai cosa stai facendo vero?" chiedo. Lui mi sorride. "Ho il brevetto da sei anni. Con me sei al sicuro” una piccola pausa “ Almeno finché siamo in volo" aggiunge. Quando prendiamo quota non si vede più molto, è tutto buio e non capisco come faccia a sapere dove andare. "Inquietante vero?" sento la tua voce dalle cuffie. "Come fai a sapere dove andare?" Mirko mi mostra l'attrezzatura per il volo notturno. "Tutto bene, Carlo?" " Si" rispondo in modo chiaro e conciso. Mirko scambia informazioni con i controllori di volo. "Guarda laggiù" indica un minuscolo puntino di luce. "Quella è l'isola di Gobi." "Usi spesso l'elicottero per far colpo sugli uomini?" chiedo interessato. " No Carlo sei la prima persona che porto quassù. Sei colpito?" "Sono stordito Mirko“ sorride. "Stordito?" annuisco. "Si vede che ti diverte molto" sussurro. "Cosa?" ha un'aria interrogativa. "Volare". " Richiede controllo e concentrazione come potrebbe non piacermi". Ormai voliamo sull'isola. " Bella vero?" domanda. È fantastico, sembra di essere sul set di un film. Annuisco. "Atterriamo tra 5 minuti" mormora e all'improvviso il battito accelerare, l'adrenalina entra in circolo, oddio mi sento morire. Il mio destino è nelle sue mani. Stiamo volando tra gli edifici e in lontananza noto la scritta Lusso sul fianco della cima di un grattacielo con un eli superficie L'elicottero rallenta e Mirko lo fa atterrare. Ho il cuore in gola non so se è per il nervosismo o per la paura di deludere le sue aspettative, di non essere all'altezza. Spegne il motore e io sento solo il rumore del mio respiro affannoso. "Siamo arrivati". Ha l'aria tesa, sembra nervoso, non sono l'unico per fortuna. Si slaccia la cintura e poi libera anche me. " Non dovrai fare niente che non vuoi lo sai vero?" ha un tono quasi disperato, i suoi occhi sono pieni di passione. "Non farei mai niente che non voglio, Mirko" e so di stare mentendo perché farei qualsiasi cosa mi chiedesse in questo momento. Si rilassa un po’, apre il portellone e salta giù e poi aiuta anche me a scendere. Mi avvolge un braccio intorno alla vita, mi stringe forte a se. "Vieni" mi trascina verso gli ascensori, digita un codice di sicurezza e le porte si aprono. Entriamo, digita un altro codice e le porte si chiudono. L'ascensore comincia a scendere. Dopo solo alcuni secondi ci troviamo in un atrio. Al centro un tavolo rotondo sul quale campeggio un vaso con dei fiori freschi, quadri di Monet, Klimt, mi è sembrato di riconoscere anche un Picasso. Mirko apre una porta ed il tema del nero è predominante. Nero esattamente come è lui. Questo appartamento lo rappresenta in pieno, è elegante, di carattere Entriamo in una splendida sala, è immensa, la parete di fronte a noi è tutta di vetro, proprio come nel suo ufficio, e si può vedere il mare. A destra c'è un divano con doppia penisola, di pelle nera. Sulla sinistra c'è la zona cucina. Davanti alla parete di vetro un tavolo con 12 sedie, in un angolo c'è un pianoforte a coda, anche qui ci sono tanti quadri. "Vuoi qualcosa da bere?" Sono stordito dalla magnificenza di questo posto che non sento le sue parole, concentrato a guardarmi intorno "Io prendo un bicchiere di vino lo gradisci?" insiste, riportando la mia attenzione su di lui "Si grazie". Non mi sento a mio agio, vorrei scappare. "Prego" mi porge un calice, il vino è dolce e frizzante. "Sei molto silenzioso e non arrossisci, anzi forse non ti ho mai visto così pallido come ora, Carlo" mormora. "Hai fame?" nego con il capo. "Hai un appartamento molto grande". "Si è grande" ammette divertito. "Sai suonare?" indico il pianoforte. "Sì". "Ovvio. C'è qualcosa che non sai fare?" "Sì alcune cose". Non mi stacca gli occhi di dosso. "Vuoi sederti?" annuisco. Mi prende per mano e mi fa edere sull'ampio divano. "Carlo, smettila di morderti il labbro, mi distrae". " Perché siamo qui?" "Vuoi scusarmi un attimo?" Poggia il calice di vino sul tavolino basso di fronte al divano e si allontana, non prima di avermi scrutato con attenzione. Sparisce per qualche secondo e poi ritorna con alcuni documenti tra le mani. " Questo è un accordo di riservatezza" si stringe nelle spalle imbarazzato " il mio avvocato ha insistito". Me lo porge. "Cosa significa questo accordo?" " Vuol dire che non potrei raccontare a nessuno niente di noi due" lo guardo incredulo. " Va bene firmo" mi passa la penna. "Non lo leggi?" "No" aggrotta la fronte. "Carlo dovresti leggere prima di firmare." "Mirko ciò che non capisci tu è che io comunque non racconterai a nessuno ciò che succede tra di noi, nemmeno a Piero, quindi se per te è importante per me va bene, firmo e anche senza leggere. Mi fido di te o non sarei qui" annuisce. Firmo sulla linea tratteggiata e gli restituisco una delle due copie. "Questo significa che stanotte faremo l'amore, Mirko?" no non posso averglielo chiesto davvero. "Carlo punto primo io non faccio l'amore ma fotto....senza pietà. Punto secondo ci sono altre carte da firmare . Punto terzo non sai ancora cosa ti aspetta. Vieni ti mostro la mia stanza dei giochi" prende la mia mano e saliamo al piano di sopra tira fuori una chiave dalla tasca dei pantaloni e apre la porta, fa un respiro profondo e si volta verso di me prima di aprire l’uscio. "Puoi andartene in qualsiasi momento, l'elicottero è pronto a portarti ovunque tu voglia o puoi passare la notte con me. Qualsiasi sarà la tua decisione io l'accetterò." " Apri questa cazzo di porta Mirko “. "Benvenuto nella Suite del Piacere".
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD