Introduzione
Introduzione
Una persona che si definisce credente deve confrontarsi con Il Santo, romanzo di Antonio Fogazzaro. Le pagine che seguono contengono, infatti, tante riflessioni sul modo di essere della Chiesa, intesa come istituzione: il richiamo alla povertà evangelica, i giochi di potere, l'aderenza al Vangelo, tutti temi che lo scrittore vicentino riversa in questa opera e che riflettono le sue idee politiche e di cattolico.
Siamo a cavallo tra il XIX e XX secolo, un periodo di fervore intellettuale che segue l'Unità d'Italia, avvenuta qualche decennio prima. Anche la Chiesa, all'interno delle mura Vaticane, è in fermento grazie al cattolicesimo progressista che spinge per un cambiamento radicale dell'esistente e per aperture più convinte verso la modernità. In caso contrario, si rischia di perdere fedeli e autorità spirituale nei confronti delle anime più illuminate. Ma più che le parole, si chiedono degli esempi concreti: una vita più semplice, meno sfarzo, una maggiore partecipazione alle vicende quotidiane dei fedeli. E soprattutto la possibilità di applicare la dottrina sociale della Chiesa in ambito politico, per guidare il Paese con uno spirito diverso. In alcuni passaggi del libro, sembra di ascoltare le parole di Paolo VI che nell'enciclica Popolorum Progressio definì la politica «la più alta forma di carità».
Sono questi anche gli anni del non expedit che sotto il pontificato di Pio X divenne un po' meno restrittivo grazie ad una fase di distensione, ma per i cattolici più radicali rimaneva un divieto molto sofferto che limitava la parola evangelica in tutta la sua forza. C'è da dire che i cattolici cosiddetti progressisti non mettevano in discussione la loro fede né l'autorità del Papato, ma vedevano nell'immobilità della gerarchia una causa del declino di quella Chiesa che loro volevano salvare.
Questo concetto sarà chiaro fin dall'inizio del libro con le riunioni in casa di Giovanni Selva, uno dei personaggi del romanzo che si pone come obiettivo intellettuale quello di spiegare la fede con la razionalità, trovando non poche avversioni. Infatti, i suoi scritti sono tra quelli scelti per essere messi all'Indice dei libri proibiti. In questa vicenda si inserisce la rincorsa d'amore di Jeanne Dessalle verso Piero Maironi, il protagonista di Piccolo Mondo Moderno, il romanzo precedente di Fogazzaro, che ha scelto di cambiare vita abbracciando la fede e vivendo in un convento. È lui il santo di cui parla il libro, un soprannome che gli verrà dato dagli abitanti di Jenne a causa di un episodio in particolare, e per la sua natura mistica.
La trama, i personaggi, e le loro idee, non suscitarono la simpatia della critica, dei laici e dei cattolici tanto che il romanzo, pubblicato nel 1905, fu messo all'Indice l'anno successivo. Fogazzaro fece atto di obbedienza, ma non rinunciò a scrivere, e pochi anni dopo pubblicò Leila, il romanzo che chiude la tetralogia iniziata nel 1895 con Piccolo Mondo Antico, e che ebbe un grande apprezzamento da parte del pubblico.