Torno in sé. Sapeva che fantasticare non l’avrebbe aiutata a superare quel difficile momento. D’altronde lei era un’immigrata, sognare faceva parte del suo DNA. Sognare una vita migliore. In questo aveva creduto tanti anni prima, quando era ancora una ragazzina. I genitori l’avevano portata via dalla Romania, dove imperversava una piaga che trasformava le persone in mutanti, nella speranza che a occidente le cose sarebbero andate meglio. Si erano spinti fino a Parigi e, quando pensavano di aver trovato un luogo migliore, avevano scoperto che la città era nelle mani della Milizia Parigina e che in molte zone venivano perpetrate razzie e massacri in seguito a cui decine e decine di cadaveri si risvegliavano come infetti. Avevano tirato avanti per qualche anno, poi le cose erano peggior

